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I servizi d'emergenza ucraini intenti a domare le fiamme, dopo l'attacco di un drone russo.
KEYSTONE
Oltre 700 droni kamikaze russi e 13 missili si sono abbattuti sull'Ucraina nella notte tra martedì e mercoledì. Cioè poche ore dopo l'annuncio di Donald Trump di volere continuare a fornire «armi difensive» all'Ucraina, contrariamente a quanto fatto trapelare in precedenza dal Pentagono. Secondo Kiev è stato il più grande attacco di Mosca nei quasi tre anni e mezzo del conflitto, con i comandi delle forze russe che hanno detto di avere preso di mira in particolare gli aeroporti militari.
Quasi contemporaneamente, la Cnn ha reso noto un audio risalente al 2024, nel quale si sente l'allora candidato presidente Trump affermare di avere messo in guardia Vladimir Putin dal continuare gli attacchi all'Ucraina, minacciando in caso contrario di «bombardare a tappeto Mosca».
Si confermano così le indiscrezioni, circolate al tempo di una riunione di donatori della sua campagna nel maggio dell'anno scoro, sulle parole del tycoon che dichiarava di avere inviato anche un monito simile al presidente cinese Xi Jinping, minacciando di attaccare Pechino se la Repubblica popolare avesse invaso Taiwan.
Lo stesso Trump, peraltro, avrebbe ammesso di avere avuto scarso successo con il capo del Cremlino, il quale gli avrebbe risposto di non credergli.
Il Cremlino ha detto in sostanza di non saperne nulla. «A quel tempo non c'è stata alcuna conversazione telefonica» fra Trump e Putin, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, suggerendo ai giornalisti che gli chiedevano conferme di «rivolgersi alla Casa Bianca». Comunque, ha aggiunto il portavoce di Putin, «oggi circolano molte fake news».
La Russia appare dunque determinata ad astenersi da reazioni alle uscite di Trump che potrebbero mettere a rischio il già difficile processo di ripristino delle relazioni con Washington. Si spiega così anche la risposta diplomatica alle accuse rivolte dal presidente americano al suo omologo russo di dire «stronzate».
«Trump, in generale, ha uno stile piuttosto duro – ha commentato ancora Peskov – ma affrontiamo la questione con calma. Ci aspettiamo di proseguire il dialogo con Washington. Ci aspettiamo che nonostante tutte le decisioni di riprendere le consegne di armi, sebbene nessuno le abbia effettivamente interrotte, Trump e il suo team continueranno i loro sforzi per portare il processo di risoluzione (del conflitto) sul piano politico e diplomatico».
In attesa di tale soluzione, Mosca continua ad intensificare i bombardamenti, oltre che ad avanzare lentamente sul terreno. Secondo l'Aeronautica militare ucraina, i russi hanno lanciato nella notte 728 droni e 13 missili. Le difese aeree avrebbero intercettato 711 dei velivoli senza pilota e 7 missili. Non abbastanza, secondo il ministero della Difesa di Mosca, per impedire che venissero colpiti aeroporti militari e le relative strutture, anche perché negli attacchi sono stati impiegati vettori ipersonici Kinzhal.
I vertici militari non hanno fornito dettagli, ma secondo il canale Telegram Operazione Z, vicino alle forze armate, sono stati colpiti nell'ovest dell'Ucraina lo stabilimento Motor a Lutsk, dove vengono riparati motori di aerei, e l'aeroporto di Ozernoye nella regione di Zhytomyr. Presi di mira anche magazzini e nodi logistici nella regione di Kiev e l'area dell'aeroporto di Kharkiv, nel nord-est del Paese.
Le autorità locali ucraine hanno fornito un bilancio di un morto e otto feriti durante gli attacchi notturni. Ma in bombardamenti durante la mattinata nella regione di Donetsk orientale sarebbero rimasti uccisi 8 civili. Mentre nella regione meridionale di Kherson il governatore ha denunciato l'uccisione di un bambino di un anno.
Da parte sua Mosca ha detto di avere abbattuto 86 droni ucraini sul proprio territorio, mentre il governatore della regione frontaliera di Kursk ha riferito che è salito a 4 morti, tra cui un bambino di 5 anni, e a 6 feriti il bilancio di un attacco di droni ucraini martedì su una spiaggia della città capoluogo, che sorge alla confluenza di tre fiumi.
«Coloro che forniscono armi a Kiev devono sapere come vengono usate, per uccidere i bambini», è stato il commento della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.