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Guerra in Ucraina

Stop definitivo al gas russo, ecco lo schiaffo dell'Ue a Putin

Ungheria e Slovacchia sono stati gli unici due Paesi a votare contro.

Ungheria e Slovacchia sono stati gli unici due Paesi a votare contro.

KEYSTONE

La fine della dipendenza dall'energia russa è un percorso irreversibile, al di là dell'andamento dei negoziati di Abu Dhabi. L'Ue fa un passo avanti decisivo nel colpire le casse del Cremlino decretando, maggioranza dei 27, lo stop graduale alle importazioni di gas e gnl dalla Russia.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

26.01.2026, 21:51

La stretta prevede un divieto totale dalla fine del 2026 per il gas naturale liquefatto e dall'autunno 2027 per il gas da gasdotto. Il sì, solo qualche mese fa non era scontato. E la partita non è ancora finita. Ungheria e Slovacchia, oltre a votare contro – la Bulgaria si è invece astenuta – hanno annunciato ricorso alla Corte di Giustizia europea.

Il via libera del Consiglio Ue è stato applaudito da Volodymyr Zelensky, che nel frattempo sta aumentando il pressing su Mosca sull'iter dei negoziati. «Ci sono questioni che devono essere preparate per il prossimo incontro. Le discussioni preliminari hanno indicato che le squadre si riuniranno nuovamente domenica. Sarebbe opportuno anticipare tale incontro», è stata la richiesta arrivata dal presidente ucraino.

La questione territori

Kiev, quindi, vuole anticipare il nuovo round negoziale previsto negli Emirati il primo febbraio dopo il trilaterale Usa-ucraina-Russia. L'incontro di sabato scorso è stato «costruttivo» ma «c'è ancora molto da fare», si è limitato a sottolineare il Cremlino.

Di certo, è tutt'altro che sciolto il nodo del Donbass. Sui territori, ha spiegato il segretario generale Mark Rutte, «decide Kiev». Ma Zelensky, per ora, resiste al pressing di chi, anche a Washington, da tempo chiede all'Ucraina di fare importanti concessioni territoriali.

Gli altri fronti del negoziato

Molto potrebbe dipendere anche dall'andamento dei colloqui sugli altri fronti del negoziato. Sulle garanzie di sicurezza, sotto l'egida dei Volenterosi, ha sottolineato Rutte, «l'intesa è vicina». Allo stesso tempo, l'ex primo ministro olandese è tornato ad escludere l'ipotesi dell'ingresso nell'Alleanza dell'Ucraina. Più probabile che si venga incontro a Zelensky prevedendo una decisa accelerazione dell'adesione di Kiev all'Ue.

«Nel 2027 siamo pronti», ha assicurato il leader ucraino. Spetterà a Donald Trump, su questo punto, esercitare la propria influenza sull'ungherese Viktor Orban e lo slovacco Robert Fico affinché non oppongano veti. La loro opposizione alla strategia anti-Mosca dell'Ue sul gas russo è stata ininfluente, a differenza che per le sanzioni contro la Russia. Il via libera allo stop del gas del Cremlino ha infatti richiesto non l'unanimità ma una maggioranza qualificata.

Altro pacchetti di sanzioni in vista

Lo stop al gas russo entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione delle nuove norme in Gazzetta Ufficiale. Le perdite, per Mosca, potrebbero non essere marginali. E la reazione del Cremlino non si è fatta attendere. I Paesi della Ue «hanno rinunciato alla libertà», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Ma l'Ue, sul punto, non arretrerà. E per il 24 febbraio il ventesimo pacchetto di sanzioni è già in serbo. L'obiettivo è mantenere al massimo la pressione su Mosca.

Anche perché gli attacchi russi continuano, gli ucraini che restano al gelo aumentano, i rischi di incidenti nucleari si fanno più frequenti. A causa dei raid russi nella notte sugli impianti energetici ucraini, durante la notte gli abitanti delle regioni di Kharkiv e Donetsk sono rimasti senza elettricità. La situazione energetica, in Ucraina, resta molto critica.

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