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Tra idranti e arresti, un'altra notte di tensione a Belfast per le proteste anti-immigrati
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Irlanda del Nord

Tra idranti e arresti, un'altra notte di tensione a Belfast per le proteste anti-immigrati

I disordini si sono verificati per due notti consecutive.

I disordini si sono verificati per due notti consecutive.

KEYSTONE

È una città fantasma Belfast, ancora scossa dalle violenze che lungo le sue strade hanno portato paura e sgomento, scatenate dall'accoltellamento del quarantenne Stephen Ogilvie da parte di un rifugiato sudanese adesso in prigione.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

11.06.2026, 21:37

Nei disordini della protesta anti-immigrati, per la seconda notte consecutiva, 12 agenti sono rimasti feriti e 16 persone sono state arrestate, in località a nord della città la polizia antisommossa è stata presa di mira con lanci di mattoni e bottiglie e ha risposto con idranti.

Le autorità e la politica fanno così i conti con l'evidenza sul terreno di un malessere che genera una rabbia fino ad ora forse espressa soprattutto nelle urne del Regno Unito.

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Irlanda del Nord

Tra le fiamme di Belfast è caccia allo straniero, Starmer tuona: «Inaccettabile, i responsabili pagheranno»

Nell'ultima consultazione elettorale lo scorso 7 maggio è stato notevole il risultato per il partito di destra Reform UK guidato da Nigel Farage che si fregia di dar voce alla frustrazione per la gestione del dossier immigrazione da parte di Londra.

Il pericolo che quella frustrazioni diventi tratto endemico in una società complessa e provata da instabilità e difficoltà economiche è la sfida adesso di amministratori locali e della leadership a Londra, che intanto risponde inviando agenti da più parti del paese.

Meno violenza, ma altri episodi di razzismo

Nella seconda notte gli scontri si sono concentrati a Newtownabbey, a circa tredici chilometri a nord di Belfast, oltre che nelle località di Derry e Coleraine.

Nel complesso le violenze sono state meno intense rispetto a quelle della notte precedente, quando a Belfast c'era stata una vera e propria caccia allo straniero.

Con il passare delle ore però sono emerse le testimonianze di episodi di razzismo contro cittadini stranieri, in particolare di origine africana.

Come nel caso di un'infermiera «di diverso colore della pelle» che è stata inseguita da quattro uomini mascherati fino all'Ulster Hospital, nella contea di Down. O di lavoratori e assistenti domiciliari di origine straniera che hanno evitato i turni di notte temendo di essere presi di mira dai gruppi di teppisti segnalati in diverse località.

Attivisti anti-immigrazione online

L'odio corre anche online, come pericolosa insidia che torna evidente con la denuncia di un gruppo di monitoraggio il quale avrebbe ripetutamente avvertito la polizia negli ultimi otto mesi che attivisti anti-immigrazione stavano diffondendo gli indirizzi presi di mira durante le rivolte di Belfast di questa settimana, scrive il Guardian.

Una sorta di lista nera che circolava tra i gruppi di estrema destra dall'agosto 2025 ed è stata inviata alla polizia nel gennaio 2026.

Il governo laburista sembra adesso intenzionato a lanciare una stretta sull'immigrazione illegale in Irlanda del Nord dopo questa drammatica vicenda, rivela la BBC.

Il premier Keir Starmer vorrebbe potenziare le attività per «rintracciare, fermare ed espellere» gli irregolari, con un «aumento delle operazioni basate sull'intelligence» condotte da agenti dell'Immigration Enforcement e della Border Force.

Il governo vuole agire

Se infatti da un lato il primo ministro ha condannato duramente le violenze di Belfast, dall'altro di fronte alle polemiche sul sistema di accoglienza britannico e le sue falle, portate avanti dai partiti di destra e in primo luogo da Farage, è passato subito all'azione.

Il fatto è che nel dossier immigrazione il capitolo «rotta irlandese» era di per sé già delicato e tema controverso per Downing Street: è la rotta usata dai migranti per volare a Dublino dall'Europa continentale all'interno dell'UE – a volte con documenti falsi – per poi raggiungere via terra l'Irlanda del Nord senza controlli e richiedere asilo nel Regno.

Per questo le notti di paura a Belfast sono un sintomo che Londra non può liquidare come un episodio isolato da contenere limitandosi a rafforzare il dispositivo di sicurezza, e questo mette ulteriore pressione sul premier Starmer, già in forte difficoltà.

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