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USA - Cina

Trump cerca il riscatto a Pechino, ma la strada con Xi è in salita

Il presidente americano Donald Trump.

Il presidente americano Donald Trump.

KEYSTONE

Donald Trump, frustrato dall'andamento della guerra in Iran, cerca il riscatto dalla sua visita in Cina, da Xi Jinping. A poche ore dalla partenza per Pechino, il tycoon ha ribadito di essere convinto che l'incontro con il leader cinese andrà bene. «Abbiamo un ottimo rapporto», ha spiegato The Donald in un'intervista radiofonica.

Keystone-SDA

Keystone-SDA

12.05.2026, 21:15

«La Cina è forte, ma noi siamo più forti militarmente», ha aggiunto mostrando sicurezza anche sulla partita più complessa: «Non abbiamo bisogno dell'aiuto di Pechino con l'Iran. Sarà un viaggio straordinario», ha sottolineato tornando a prevedere «un buon accordo con Teheran».

Prima di salire sull'Air Force One, si è detto anche certo che Xi ricambierà a breve la visita e sarà alla Casa Bianca «entro la fine dell'anno (a dicembre c'è il G20 dei leader a Miami). Speriamo che il salone delle feste sia finito per quella data», ha scherzato The Donald.

Alla sua seconda visita nel Dragone, dopo quella del 2017, Trump troverà un Paese più autosufficiente, militarmente più assertivo ed economicamente più immune dalla serie di strumenti che il tycoon, durante il suo primo mandato, cercò di usare per ostacolare la Cina e le sue ambizioni, brandendo lo spettro di una guerra commerciale.

La Cina ha raggiunto o superato gli Stati Uniti in settori tecnologici, tra cui e-car, batterie, robotica e manifattura avanzata, mentre la sua flotta navale è ora la più grande al mondo e il suo arsenale nucleare continua a crescere.

Il Paese sa di possedere la capacità di rispondere alle numerose minacce di Trump, usando leve strategiche per gli Usa come, ad esempio, le restrizioni sulle terre rare.

Una missione in salita

La missione appare in salita. Pechino è pronta ad accogliere il presidente Usa rivendicando oggi un trattamento «alla pari», senza grandi concessioni. Trump cerca la sponda di Xi per uscire dall'impasse Iran ma continua a sanzionare le aziende cinesi per gli aiuti dati ai pasdaran.

La situazione, in altri termini, ha già alterato nei fatti gli equilibri di potere tra Usa e Cina, rendendo Pechino meno interessata a concedere. Anche se sul tavolo resta il nodo Taiwan, una linea rossa per Xi.

Il tycoon alla vigilia della sua missione ha messo così sul piatto anche la vendita multimiliardaria di armi americane a Taipei.

«Il presidente è alle soglie della partenza per il suo viaggio in Cina, al quale prenderò parte, e sarà lui a prendere tutte le decisioni del caso», ha affermato in audizione alla Camera Usa, il capo del Pentagono Pete Hegseth, sul delicato caso.

La presenza di Hegseth a Pechino, tuttavia, punta a rilanciare anche le relazioni militari bilaterali, sotto continua pressione.

Aspettative modeste per il vertice

Le aspettative per il vertice sono tuttavia modeste: l'incontro sarà con ogni probabilità caratterizzato da un clima di cordialità e, forse, da alcuni impegni da parte della Cina ad acquistare un maggior volume di prodotti americani, a partire da quelli alimentari, ma poco altro.

È possibile che Xi stia sopravvalutando la sua forza, ma – anche leggendo i media statali mandarini – Pechino sente di avere più leve di pressione da usare sull'America.

La Cina, tuttavia, ha faticato a colmare il divario in settori strategici di rilevanza, come quello dei semiconduttori, proprio mentre Washington limita l'accesso di Pechino alle tecnologie d'avanguardia.

Grande assente nella delegazione americana

In quest'ottica, un segnale chiaro: nella ricca delegazione di capi azienda al seguito di Trump, composta da Elon Musk di Tesla e Tim Cook di Apple fino a David Solomon di Goldman Sachs e Larry Fink di BlackRock, manca Jensen Huang di Nvidia.

Un'assenza, secondo gli osservatori, legata al fatto che la politica americana in materia di intelligenza artificiale e l'amministrazione Trump sta prendendo la competizione con la Cina estremamente sul serio.

Escludere Huang, la capo dell'azienda leader al mondo nei microchip per l'IA, dall'elenco della delegazione ufficiale invia un segnale forte al governo di Pechino: i laboratori cinesi di intelligenza artificiale non avranno grandi possibilità di ottenere chip dalle prestazioni eccellenti, come quelli prodotti da Nvidia.

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Stati Uniti

Senza un accordo con l'Iran Trump vola in Cina e cerca la sponda di Xi Jinping

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