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Dopo l'accordo di pace

Trump ritorna da vincitore negli USA, il «Time» gli dedica la copertina

Donald Trump torna a casa da vincitore nel cuore della notte.

Donald Trump torna a casa da vincitore nel cuore della notte.

KEYSTONE

Donald Trump torna a casa da vincitore nel cuore della notte dopo la maratona in Israele e in Egitto per incassare lo storico successo della prima fase del suo piano di pace.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

14.10.2025, 19:50

Questa volta i suoi meriti gli vengono riconosciuti anche in patria: dai media liberal ad alti dirigenti democratici come il leader al Senato Chuck Schumer, dai Clinton a Joe Biden, passando per Barack Obama che però non ne fa il nome.

«His Triumph», titola il «Time», che gli dedica la copertina, ferendo però la sua vanità per l'inquadratura, per la verità piuttosto impietosa. «Il Time ha scritto un articolo relativamente buono su di me, ma la foto potrebbe essere la peggiore di tutti i tempi», si è lamentato il tycoon su Truth facendo un gioco di parole con il nome della blasonata rivista americana (Time, «tempi»).

«Mi hanno fatto sparire i capelli e mi hanno messo qualcosa che fluttuava sulla testa, simile a un'aureola, ma estremamente piccola. Davvero strano!», ha scritto, spiegando che non gli sono «mai piaciute le foto dal basso, ma questa è una foto pessima...» e chiedendosi «cosa stanno facendo e perché?».

Trump sembra averci preso gusto

Nel corso degli anni, the Donald ha avuto una relazione spesso conflittuale con Time: dalla diffusione di copertine false della rivista esposte a Mar-a-Lago alla critica di quella che ritraeva Kamala Harris in modo molto lusinghiero e quasi evocativo di icone del cinema come Sophia Loren e Elizabeth Taylor.

Comunque il commander in peace, come qualcuno lo ha ribattezzato, sembra averci preso gusto col ramoscello d'ulivo. Tanto da partecipare anche alla cerimonia della firma di un accordo di pace, mediato dalla sua amministrazione, tra Thailandia e Cambogia in occasione del prossimo vertice delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean), in programma a Kuala Lumpur dal 26 al 28 ottobre, come ha annunciato il Paese ospitante, la Malesia.

Le tensioni bilaterali erano sfociate in luglio in un conflitto di cinque giorni, prima di pervenire a un cessate il fuoco, propiziato in parte dal tycoon anche con la minaccia dei dazi. Un intervento che gli è valso un'altra candidatura al Nobel per la pace da parte del premier cambogiano, Hun Manet.

I nodi da sciogliere vengono al pettine

Ma il presidente americano non vuole vivere di allori e sta già pensando ad altri traguardi, come la pace in Ucraina e un accordo con l'Iran sul nucleare, oltre che alla fase due del piano per Gaza, su cui però cominciano ad addensarsi i dubbi di media e analisti.

Ora infatti i nodi da sciogliere vengono al pettine, dopo le prime reciproche accuse sulla violazione del cessate il fuoco e, da parte israeliana, sulla mancata restituzione di tutti i corpi degli ostaggi, sollecitata anche da Trump via Truth.

L'elenco è lungo: dal disarmo di Hamas alla composizione del «Board of Peace» – dove scendono le quotazioni di Blair e salgono quelle di Al Sisi – dalla messa in campo «immediata» della forza internazionale di stabilizzazione (Isf) alla soluzione dei due stati, che Netanyahu osteggia anche col veto alla scarcerazione di Marwan Barghouti, il leader popolare e moderato di Fatah considerato uno dei pochi che potrebbe contribuire a una soluzione di questo tipo.

Lo stesso Trump è indeciso sui due stati. Il primo nodo da sciogliere sarà cosa fare con i circa 15'000 militanti di Hamas sopravvissuti che stanno tornando a spadroneggiare a Gaza, un evidente ostacolo al dispiegamento di truppe internazionali e all'afflusso di fondi per la ricostruzione.

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