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Medio Oriente

Violenze dei coloni ai cristiani in Cisgiordania, rapporto dettagliato al Papa

KEYSTONE

Questa volta la comunità cristiana della Terra Santa, e non solo, ha deciso di alzare la voce. Si stanno moltiplicando in queste ore le condanne contro la violenza indiscriminata dei coloni in Cisgiordania, in particolare dopo che gli estremisti hanno preso di mira più volte Taybeh, l'ultimo villaggio interamente cristiano rimasto nella West Bank, incendiando anche la storica chiesa di San Giorgio e il cimitero.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

15.07.2025, 19:47

Un dossier «dettagliatissimo» a riguardo sta per arrivare sul tavolo della Santa Sede, all'esame della Segreteria di Stato e poi del Papa.

C'era infatti anche un rappresentante della Santa sede ieri a Taybeh con i patriarchi delle chiese in visita di solidarietà. Tra loro il Patriarca di Gerusalemme dei latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa.

«L'unica legge che prevale è quella del potere»

«C'è qui in mezzo a noi il rappresentante della Santa Sede – ha fatto sapere – che ha fatto un rapporto dettagliato, sono informatissimi (in Vaticano, ndr), ma ripeto, sia noi che altri, non abbiamo il potere né la formula magica per risolvere immediatamente questi problemi».

«In tutta la West bank, e non solo qui – ha infatti denunciato il cardinale francescano – l'unica legge a prevalere ora è quella del potere, di chi ha la forza e non il diritto. Dobbiamo lavorare perché la legge ritorni anche qui, in questa parte del Paese».

Chi ha l'autorità deve garantire la sicurezza

Sul ruolo dell'esercito israeliano e della polizia che non sarebbero intervenuti a fermare i coloni, il Patriarca latino, uno dei leader religiosi più ascoltati, non solo in Medio Oriente, si è limitato a dire:

«Per noi è molto difficile entrare nei dettagli, dare fatti certi, non tutte le persone che vediamo in abiti militari sono effettivamente militari, possono essere anche volontari, quello che possiamo dire però – ha invece sottolineato – è che non c'è l'applicazione della legge, quindi a chi ha l'autorità chiediamo di garantire il rispetto dei diritti di tutti».

«Attacchi vigliacchi, bisogna difendere le persone

Intanto oggi contro la violenza dei coloni si sono espressi i Francescani di Assisi e la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre. Lo stesso Osservatore romano ha messo in prima pagina la foto dei capi delle chiese cristiane e dei diplomatici riuniti a Taybeh.

«Sono attacchi vigliacchi a persone disarmate», scrive oggi sui media vaticani, padre Ibrahim Faltas. Eppure, «non si è sentita una sola parola di vendetta e di odio, ma solo la pressante richiesta di aiuto a tutelare la loro vita in pace nella loro terra».

«Il recente massacro della Chiesa di Damasco e quello che succede a Taybeh e in Cisgiordania – scrive anche – non rientrano in quella che vorrebbero far apparire come una guerra di religione. Fa certo male vedere i luoghi sacri offesi e oltraggiati dalla violenza, ma dobbiamo principalmente difendere e proteggere la vita di esseri umani innocenti e indifesi».

I coloni vogliono sottrarre terra

L'obiettivo dei coloni è sempre lo stesso: con incendi e saccheggi, tentano di sottrarre quanta più terra possibile ai legittimi proprietari. A Taybeh hanno recentemente eretto un cartellone rivolto agli abitanti con la scritta «Qui non c'è futuro per voi».

«Abbiamo chiamato due volte il centro di coordinamento tra il governo palestinese e quello israeliano – ha raccontato il parroco ad Acs -, hanno detto che stavano arrivando, ma non sono mai venuti. Non ci hanno protetto, non hanno fermato i coloni, e questo perché li proteggono, perché molti soldati provengono dalle comunità dei coloni e sono incoraggiati dagli elementi fanatici del governo».

Domenica scorsa, nella messa, papa Leone XIV aveva parlato dei «popoli spogliati, derubati e saccheggiati, vittime di sistemi politici oppressivi, di un'economia che li costringe alla povertà, della guerra che uccide i loro sogni e le loro vite».

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