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Cultura

Neuchâtel: museo di etnografia apre le porte agli skater

Una panoramica dell'esposizione «Skate of Mind» al Museo di etnografia di Necuhâtel.

Una panoramica dell'esposizione «Skate of Mind» al Museo di etnografia di Necuhâtel.

Keystone

Gli skater potranno praticare la loro arte al Museo di etnografia di Neuchâtel. Da venerdì viene proposta una mostra sullo skate, che permetterà ai visitatori di esibirsi su vari moduli che evolveranno man mano che procederanno i laboratori di autocostruzione.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

17.06.2026, 11:31•17.06.2026, 11:41

«Uno degli obiettivi di questa esposizione è di spingere i giovani e le persone che non entrano per forza nelle istituzioni museali a spostarsi», ha dichiarato a Keystone-ATS la direttrice del Museo di etnografia di Neuchâtel Aurélie Carré.

La mostra «Skate of mind» è destinata anche a chi è alle prime armi. Quest'ultimi potranno ad esempio scoprire la storia di questo sport e testarlo senza rischiare di cadere grazie ad un simulatore di bordo «da collezione» – ne rimangono solo due in Europa – di un gioco del 1987.

Il primo brevetto per uno skateboard risale al 1962. La tavola ha sedotto rapidamente i giovani basilesi, pionieri in Svizzera, che si sono appropriati della fontana con le superfici inclinate del Bruderholzspital. La cultura dello skateboard viene spesso elevata al rango di stile di vita e rivendica un posto a sé stante, a metà strada tra sport, arte, etica e filosofia.

Dopo il successo nel 1985 del film «Ritorno al futuro», lo skateboard guadagna popolarità. Questa crescente attenzione mediatica rafforza lo stereotipo dello skater giovane, bianco, di un buon livello socio-economico e che gode di una libertà senza limiti. Negli anni '90, lo skateboard attraversa un periodo di declino, aprendo la strada a una tendenza punk, un'immagine di anticonformismo che mantiene ancora oggi.

Lo skateboard sempre più femminile

«Sebbene lo skateboard rimanga un ambiente a prevalenza maschile, le ragazze sono sempre più presenti e rivendicano sempre più il diritto di occupare anche uno spazio pubblico», ha spiegato Carré. Delle ONG vi stanno lavorano in questo senso. A Kabul, lo skateboard è un pretesto per garantire l'istruzione alle ragazze. In Bolivia, un collettivo di donne indigene pratica lo skateboard reinterpretando il proprio costume tradizionale.

Dando ampio spazio alla cultura visiva, la mostra esplora lo «skater’s eye», quella visione singolare dell'ambiente caratterizzata da una ricerca instancabile di nuovi luoghi dove praticare lo skateboard. Per l'occasione, il fotografo francese Fred Mortagne svela il potenziale dei «tobleroni», gli ostacoli anticarro la cui sagoma in cemento caratterizza i confini svizzeri.

Lo skater finlandese Jaakko Ojanen li ha domati sotto l'occhio attento del fotografo francese, mentre il friburghese Yves Marchonne ne ha tratto un documentario intitolato «Shapes of Resistance».

Anche il fotografo zurighese Alan Maag presenterà il suo lavoro, in cui concepisce lo skateboard come uno specchio che rivela la dimensione artistica e filosofica del nostro mondo.

50 tavole collector da vendere

Proprio come nello skateboard, dove l'innovazione la fa da padrona e dove è assolutamente escluso copiare una figura già eseguita in un determinato punto, il museo vuole dimostrare con «Skate of mind» che il patrimonio dello skateboard risiede nella costante rivitalizzazione degli spazi da parte dei suoi praticanti. Sono previste inoltre sessioni di skate per bambini e per persone con un livello più avanzato. Il Museo di etnografia ha inoltre realizzato 50 tavole da collezione, che saranno in vendita sul posto.

L'esposizione è visibile, e praticabile, fino al 7 marzo 2027.

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