A marzo decessi aumentati del 40% in Ticino

SwissTXT / pab

15.4.2020

Immagine d'illustrazione
Ti-Press

Quanto ha inciso il Covid-19 sulle morti in Ticino? Una prima fotografia della situazione la forniscono i dati sulla notifica dei decessi nel Cantone, che la RSI ha potuto consultare.

Ciò che emerge è che in Ticino negli ultimi anni non si è mai assistito a cosi tanti morti in un solo mese.

Se si fa il calcolo degli ultimi sei anni, in marzo in media morivano 300 persone: si va da un minimo di 288 decessi del 2017, a un massimo di 321 del 2018. Nel marzo 2020 - in piena crisi coronavirus - invece sono morte 423 persone nel Cantone: 123 in più rispetto alla media. In tutto, dunque si assiste a un incremento del 40,89%.

Dal 2014 a oggi si denotano soprattutto dei picchi invernali dovuti all’influenza stagionale, con un massimo di  386 decessi nel gennaio del 2018, oppure un picco di 352 morti nel mese di febbraio 2015.

Il picco del marzo 2020 sicuramente fuori norma

Ma il picco del marzo appena trascorso è sicuramente fuori norma, come conferma anche Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco. Complessivamente, secondo i dati ufficiali, per coronavirus nel periodo dal 1° al 31 marzo sono morte 120 persone.

«Abbiamo avuto un aumento dei decessi proprio dovuto al Covid-19. Questo lo sapevamo. Sappiamo anche che alcune persone decedute erano già ammalate. Le statistiche possono essere un po’ sfalsate se è morto per Covid-19 o per una malattia di base. Ma è chiaro che i numeri in eccesso ci sono e questo 40% non mi stupisce», commenta Garzoni.

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