Piani di risparmio

Alla RSI saltano altri 34 impieghi entro fine 2022

SwissTXT / pab

7.9.2021

Immagine d'illustrazione
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Ti-Press

Il direttore della RSI Mario Timbal, nel corso di una riunione plenaria con il personale, ha annunciato i primi passi per la trasformazione dell’azienda. Passi che concretizzano «i piani di risparmio già annunciati in tutta la SRG SSR» e che richiedono la soppressione di 20 posti di lavoro a livello nazionale entro il 2021.

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7.9.2021

Per la RSI si parla di una necessità di risparmio di 8 milioni di franchi e la rinuncia a 45 impieghi a tempo pieno, 11 dei quali già soppressi attraverso fluttuazione naturale del personale e prepensionamenti nel corso del 2020.

La riduzione dei 34 posti restanti, si legge in un comunicato stampa dell'azienda, «sarà realizzata entro fine 2022 ed è stata impostata individuando ambiti di intervento strutturali, che permettano di raggiungere un equilibrio tra le risorse e una produzione agile, adatta a esercitare il mandato di servizio pubblico».

Il pacchetto di misure approvato dalla Direzione RSI è stato presentato nei giorni scorsi al partner sociale SSM Lugano (che promuoverà nel frattempo una fase partecipativa tra il personale). Le decisioni definitive saranno prese e comunicate entro metà ottobre.

Licenziamenti, ricorda l’azienda, non sono esclusi, benché «la direzione RSI ha affrontato questa riduzione di posti di lavoro privilegiando le fluttuazioni naturali, i pre-pensionamenti, e cercando di ridurre al minimo gli impatti sul personale».

Tre cardini: trasversalità, semplificazione, rigore

Il processo di trasformazione inaugurato oggi, si legge nella nota, «poggia su tre cardini: una maggiore trasversalità nella creazione, nella produzione e nella distribuzione dei contenuti; una ulteriore semplificazione dei processi produttivi e decisionali; e una sempre più rigorosa mappatura di tutti i flussi organizzativi ed operativi, in grado di rendere l’azienda ancora più agile, flessibile, rapida e presente».

Inoltre, gli Archivi RSI verranno spostati sotto il Dipartimento Cultura e società, mentre Rete Due passa al Settore Cultura. Infine i flussi di Rete Uno e Rete Tre sono affidati al Dipartimento Programmi e Immagine.

La riorganizzazione prevede inoltre nuovi flussi decisionali e di organizzazione che possano supportare il processo creativo, mettendo al contempo al centro della sua offerta di servizio pubblico, i diversi pubblici della Svizzera italiana, i loro interessi e le loro esigenze.