Badaracco vicesindaco, Quadri: «Conta il voto popolare, il resto è inciucio»

SwissTXT / pab

7.10.2021

Lugano: dibattito elettorale, Elezioni Comunali 2020. Nella foto Lorenzo Quadri, Lega dei Ticinesi, durante il dibattito.
© Ti-Press / Elia Bianchi
Lorenzo Quadri in un'immagine d'archivio
Ti-Press

«È una decisione del Municipio, ma non la condivido. È stata presa sulla base di un ricatto del PLR ed è contraria alla volontà popolare»: si è espresso senza mezzi termini Lorenzo Quadri in merito alla scelta dell’Esecutivo cittadino di nominare il liberale-radicale Roberto Badaracco vicesindaco di Lugano.

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7.10.2021

Lo riporta la RSI sul proprio sito, ricordando che l'esponente leghista alle scorse elezioni comunali aveva incassato più voti rispetto a Badaracco ed era risultato il terzo candidato più votato dopo i compagni di partito Marco Borradori (deceduto improvvisamente l'11 agosto) e Michele Foletti. «Siamo in una democrazia e in una democrazia contano i voti, il resto sono solo accordi e inciuci», ha affermato Quadri ai microfoni della RSI.

A Lugano, sottolinea Quadri, «il partito di maggioranza relativa ha sempre avuto sindacato e vicesindacato, anche quando a guidare la città era il PLR; io personalmente ho sempre sostenuto che la carica di vicesindaco debba andare sempre, indipendentemente dall’appartenenza partitica, al municipale che ha preso più voti dopo il sindaco; quando Michele Bertini era il municipale che aveva preso più voti dopo il sindaco e giustamente era diventato vicesindaco nessuno lo ha contestato; Michele Foletti è diventato vicesindaco come secondo municipale più votato e quindi non vedo perché ci si è dovuti discostare da questa prassi, in uso dalla notte dei tempi».

«Decisione contraria alla volontà popolare»

Nulla è cambiato dal punto di vista dei rapporti di forza, conclude il responsabile Dicastero Formazione, sostegno e socialità, «ma è una decisione del Municipio che va accettata, da parte mia rilevo che la solita maggioranza politica storica formata da PLR-PPD-PS ha preso una decisione contraria alla volontà popolare, sulla base di un ricatto del PLR che minacciava di non collaborare nella risoluzione dei problemi della città se il partito non avesse ottenuto questa carica».

Immaginare che questo tipo di comportamenti sia l’alba di una nuova pacifica collaborazione tra le forze politiche, conclude Quadri, «mi pare un po’ illusorio; alle promesse del PLR di mostrarsi collaborativo non ci credo».