Sparisce «Il Caffé», le reazioni di ATG e Syndicom

Swisstxt

9.5.2021 - 19:23

L'Associazione ticinese dei giornalisti (ATG) si rammarica per la chiusura del domenicale e si augura che la nuova realtà editoriale «mantenga le promesse». Per Syndicom invece è la morte del pluralismo dell'informazione ticinese

Ticino: riviste gruppo Rezzonico. Nella foto il domenicale
Nella foto il domenicale "Il Caffè".
©CER/Ti-Press / Ti-Press

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9.5.2021 - 19:23

La notizia della chiusura del Caffè, che avverrà con la pubblicazione il 4 luglio dell'ultima edizione del giornale fondato nel 1994, è stata presa con rammarico dall'Associazione ticinese dei giornalisti: «Nasce la Domenica da agosto, che ci auguriamo possa restare nel solco tracciato finora dal Caffè, che ha fatto molto giornalismo d'inchiesta», spiega Roberto Porta, presidente dell'ATG e giornalista della RSI.

La nuova testata sarà diretta da Paride Pelli, già direttore de Il Corriere del Ticino. Non ci saranno licenziamenti poiché il personale impegnato ora a Locarno, sette persone di cui quattro giornalisti, si sposterà a Muzzano.

«Ci rallegriamo che il Corriere del Ticino voglia mantenere la redazione numericamente intatta. Come Associazione vigileremo affinché le promesse di oggi vengano mantenute in futuro», commenta Porta.

I dubbi maggiori riguardano ora i freelance: «Il comunicato odierno non li cita, andrebbe capito cosa ne sarà di loro. Va ricordato che il Caffè ha sempre retribuito con molta correttezza questi colleghi. Bisognerà capire cosa accadrà con "la Domenica".».

La gratuità del giornale preoccupa

Il presidente dell'ATG ha poi  icordato quali siano i rischi della gratuità, formula scelta anche per la versione cartacea della futura testata: «Il fatto che il giornale resti gratuito è un aspetto delicato, sottolineo che questo concetto ha fatto nascere nel pubblico l'idea che il giornale sia gratuito».

«Dietro ogni articolo e ogni fotografia c'è un professionista che lavora, che si è preparato. C'è uno stipendio da pagare. Le notizie non sono gratuite, noi lo ripeteremo sempre con tutte le nostre forze, perché nessuno entra in un bar e chiede un caffè pensando di riceverlo gratuitamente» conclude Porta.

Syndicom molto più critico

Più critico il sindacato Syndicom: «L’informazione in Ticino diventa sempre più ridimensionata e standardizzata, secondo canoni che non appartengono alle logiche giornalistiche».

Sempre secondo lo stesso sindacato «il Caffè è uno dei pochi media che, in questi anni, ha cercato di offrire un giornalismo critico e indipendente». Syndicom si dice convinta che con questa chiusura è stato dato il colpo di grazia alla pluralità d'informazione ticinese.