Intervista Caso Argo1, Foletti: «Il Governo doveva chiedere scusa»

SwissTXT / pab

18.2.2019

Michele Foletti, presidente della CPI
Michele Foletti, presidente della CPI
Ti-Press

«Il Governo doveva dire: abbiamo sbagliato». È questa una delle prime dichiarazioni rilasciate dal presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) Michele Foletti ai microfoni della RSI lunedì dopo la discussione in Gran Consiglio sulle conclusioni del rapporto sul caso Argo 1.

«Volevamo verificare se il Consiglio di Stato avesse subito iniziato a mettere in pratica le misure atte ad evitare che una situazione del genere possa ripetersi in futuro e migliorare il lavoro dell’amministrazione», ha commentato il deputato leghista.

La domanda "perché Argo 1?" è tuttavia rimasta senza risposta…

«Sì, ma non era la domanda che ci è stata posta dal Gran Consiglio: era una domanda che era stata posta all’avvocato Bertoli da parte del Consiglio di Stato, ma lui non è riuscito a dare una risposta, e nemmeno noi… Era comunque una società inadeguata a compiere il ruolo di gestione della sicurezza nei centri per richiedenti l’asilo: in quel momento non era strutturata e non aveva il personale giusto, aveva soltanto un buon prezzo. Probabilmente sono nate delle questioni personali tra chi doveva decidere, chi svolgeva il compito di sorveglianza prima e chi avrebbe cominciato dopo con Argo a fare questo compito: è probabilmente lì la spiegazione».

Si è parlato di emergenza nella gestione della pressione migratoria…

«Un’emergenza non può durare anni, dopodiché bisogna mettere in atto i correttivi per gestire un’emergenza: cosa che non è successa in questo caso, poiché il Dipartimento sanità e socialità è rimasto solo a dover gestire questa situazione senza la vera collaborazione di tutto il Consiglio di Stato, arrivata solo dopo il 22 febbraio 2017 quando si sono accorti di cosa era successo. Solo dopo l’istituzione della CPI il Governo ha elevato a compito strategico del Governo la gestione dei richiedenti l’asilo».

Vi aspettavate di più dal Consiglio di Stato?

«Mi aspettavo un piccolo passo indietro rispetto alla presa di posizione, al fatto che i ministri hanno continuato a dire che tutti i protagonisti della vicenda hanno lavorato in buona fede: non posso ammetterlo! Il Consiglio di Stato si sarebbe dovuto cospargere il capo di cenere e dire forse abbiamo sbagliato: sarebbe stato anche un bel gesto nei confronti dei cittadini».

C’è qualcosa che, come CPI, avreste voluto fare ma non siete riusciti?

«No: abbiamo appurato quanto c’era da appurare e abbiamo ascoltato tutte le persone che bisognava ascoltare».

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