Merlani: «Abbiamo raggiunto il picco, ma la crisi non è finita» 

pab

6.4.2020 - 17:44

Il medico cantonale Giorgio Merlani
KEYSTONE/ANTHONY ANEX

In conferenza stampa a Bellinzona il medico cantonale Giorgio Merlani ha annunciato che, stando ai dati, il Ticino ha raggiunto il picco dell'epidemia. Ma ha messo in guardia: «La crisi non è finita! Se si tolgono adesso le misure restrittive il virus torna veloce».

Giorgio Merlani ha parlato dopo che il direttore del Dipartimento dell’educazione Manuele Bertoli ha spiegato le direttive relative all'anno scolastico ancora in corso.

E in relazione agli ultimi sviluppi dell’epidemia in Ticino, il medico cantonale ha affermato che «si è toccato il picco, stiamo cominciando a scendere, ma la crisi è lungi dall'essere finita».

Merlani ha infatti sottolineato il fatto che altri 12 decessi sono stati registrati solo nelle ultime 24 ore. I contagi sono saliti a 2'546, a seguito di un incremento di 38 persone risultate positive da domenica.

Cosa permette di dire che siamo arrivati al picco?

Il medico cantonale ha spiegato perché, leggendo i numeri, si può affermare che si è raggiunto il picco: «Abbiamo sempre visto che durante il fine settimana i numeri dei contagi sono minori, ma spesso al lunedì poi i numeri crescevano in modo importante. Non è il caso di oggi».

«Per la prima volta, dopo il periodo dal 13 al 15 marzo, per tre gironi consecutivi abbiamo avuto il numero di contagi che è rimasto sotto i 100. C'è un inversione di tendenza perché ci sono meno casi positivi, ci son più persone che escono di quelle che entrano negli ospedali».

«Non ci liberiamo in fretta del virus»

«È un picco artificiale», ha proseguito Merlani. «La buona notizia è che siamo riusciti a contenere l’andamento della curva» epidemica. «Siamo dei campioni. Tutti insieme ce l'abbiamo fatta perché abbiamo seguito le misure restrittive».

«Siamo riusciti a rallentare la curva. Il sistema sanitario è stato messo sotto grande pressione, ma non si è arrivati al limite in cui non si potevano più accogliere pazienti», ha proseguito Merlani.

«Ma non ci libereremo molto in fretta del virus», ha ammonito il medico cantonale. Ora si deve continuare a «muoversi in maniera ordinata, disciplinata e soprattutto responsabile», ha proseguito. «Se adesso si allentano le misure il virus torna veloce».

«Nessuno deve fare di testa propria»

«I risultati ottenuti sono il frutto delle misure restrittive prese più di due settimane fa», ha ricordato ancora Merlani, «nessuno ora deve fare di testa propria, altrimenti perdiamo tutto quello che abbiamo ottenuto finora».

È per questo che in futuro «ci saranno magari delle misure che non saranno comprese subito dalle persone», perché è ipotizzabile si vada verso il cambio di alcune regole, che però potrebbero essere di nuovo adeguate alla situazione se vi dovesse essere un ritorno dell'epidemia. Insomma, una volta di più Merlani ha ricordato che «qualsiasi misura ha un effetto ritardato sul numero dei contagi e dell'andamento dell'espansione del virus».

«Dobbiamo trovare un sistema di adeguare e progressivamente rimodellare le misure per le libertà di movimento» pensando di «adeguarsi» alle misure imposte dalla Confederazione, che sono leggermente meno stringenti rispetto a quelle messe in atto in Canton Ticino.

Una vita dopo il virus? «Dovremo imparate a conviverci»

Paolo Ferrari, capo area medica dell'EOC, alla sua prima conferenza stampa, ha, dal canto suo, affermato che «ci sarà una vita post Covid-19. Dovremo imparare a mantenere le distanze sociali. Il virus continuerà a circolare tra di noi. Fino a quando non si troverà una cura o un vaccino». 

Insomma, «dovremo imparare a convivere con questo virus e evitare che si diffonda nella popolazione che non ha ancora sviluppato l'immunità o che se lo farà lo farà in modo lento, controllato, così che le infrastrutture ospedaliere possano prendere a carico tutti i pazienti e che possano riprendere nel contempo le loro attività normali».

La guardia non va abbassata

Ma Ferrari ha messo in guardia. Il ritorno alla normalità dovrà essere lento, graduale e controllato. Non c'è da pensare a un'apertura totale perché il virus colpisce in modo diverso le differenti fasce della popolazione.

Le persone più vulnerabili come i diabetici, gli ipertesi, chi è affetto da malattie polmonari, così come gli anziani corrono infatti un rischio molto più elevato di sviluppare un decorso grave o mortale della malattia.

«Più del 90% dei decessi è avvenuta nella fascia d'età superiore ai 70 anni. È nostro compito proteggerli, non solo come medici, ma prima di tutto come cittadini», ha proseguito Ferrari prima di concludere ribadendo un concetto semplice: «Le abitudini imparate nell'ultimo mese dovremo adottarle anche nel nostro futuro».

Svelate le direttive sull'anno scolastico 2019/2020

Manuele Bertoli in apertura di conferenza stampa è tornato sulle modalità di chiusura delle scuole, ripercorrendo il cammino fatto, partendo dalla chiusura di quelle post obbligatorie l'11 marzo a quelle dell'obbligo, sancito il 13 marzo.

Ringraziando tutte le parti in causa, non da ultimo i genitori, il capo del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha poi snocciolato le direttive sulla conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 a causa della pandemia da Covid-19, che sono riassumibili in quattro punti principali.

In linea generale l’anno scolastico in corso è «da considerarsi valido integralmente» e «indipendentemente dalla sua durata».

Numeri e link utili

È utile ricordare che, per tutte le informazioni sul COVID-19 e sulle misure prese dalle autorità, la hotline cantonale ticinese è sempre in funzione dalle 7h00 alle 22h00 allo 0800 144 144. Il sito specifico che il Cantone ha aperto è consultabile in ogni momento cliccando qui.

La Hotline a livello federale risponde invece a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00. Il sito della Confederazione sul coronavirus COVID-19 invece è raggiungibile cliccando qui.

È pure attiva a livello ticinese la Hotline per le attività commerciali, che risponde, dalle 9.00 alle 17.00 al numero 0840 117 112.

Per domande specifiche sul lavoro ridotto è disponibile
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 - 12.00 e dalle ore 13.00 - 16.00 il numero di telefono 091 814 31 03.

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