Covid

Covid, stop al monitoraggio delle acque nei Grigioni

SwissTXT / red

20.1.2022

Immagine d'illustrazione
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archivio Ti-Press

Il cantone dei Grigioni ha interrotto il monitoraggio della pandemia tramite l'analisi delle acque di scarico. È quanto emerso giovedì nella conferenza stampa indetta dalle autorità retiche.

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20.1.2022

Così, dopo che la settimana scorsa è stato sospeso il programma di test sistematici del Covid in scuole e aziende, i Grigioni rimangono privi di qualsiasi strumento di controllo delle catene di contagio. E questo non per scelta, ma perché da circa un mese i dati raccolti con lo screening delle acque trattate negli impianti di depurazione non sono attendibili.

In poche parole non si riesce più, tramite l'analisi della carica virale presente in feci e urine, a definire l'andamento dei contagi nelle varie regioni.

A rendere complessa la lettura, ha confermato ai microfoni della RSI il capo dello Stato Maggiore cantonale di condotta Martin Bühler è la variante Omicron: «Siamo convinti che succeda perché si tratta di un'altra variante. Abbiamo già dovuto adattare lo strumento di analisi dopo il cambio da Beta a Delta, e ora dovremo adattarlo di nuovo. Servirà un po' di tempo, ma sembra comunque possibile».

L'auspicio è quello di rimettere in piedi il sistema di controllo

Con l'aiuto degli esperti, l'auspicio è dunque quello di rimettere in piedi il sistema di controllo della diffusione del virus tramite l'esame delle acque reflue. «Prevediamo di continuare e di migliorare. Lo utilizzeremo fino alla fine dell'anno o anche di più», dice Bühler. Anche perché la rinuncia ai prelievi salivari a cadenza settimanale in scuole e aziende potrebbe diventare definitiva, e un succedaneo per l'individuazione precoce dei focolai sarebbe assai prezioso.

«Vogliamo valutare la situazione. Il Governo deciderà come continuare alla fine del mese. L'importante è capire cosa succederà con la variante Omicron. In base alla nuova situazione potremo utilizzare questo strumento oppure no», sottolinea Bühler.

Al di là delle strategie di prevenzione studiate dal Cantone, la pandemia sembra ora fare meno paura rispetto a qualche settimana fa. L'esperienza fatta con la variante Omicron, ormai predominante, induce all'ottimismo autorità e operatori sanitari.

Sembra confermarsi in particolare la minore capacità di nuocere alla salute della più recente mutazione del virus, come sottolineato stamane dalla medica cantonale Marina Jamnicki, i casi più gravi ovvero i ricoveri in terapia intensiva, sono tutti dovuti alla variante Delta.

Certo resta un'ottima precauzione quella di vaccinarsi. Un passo compiuto nell'ultima dozzina di giorni anche da circa 400 bambini tra i 5 e gli 11 anni.