Cresce la pressione sugli ospedali ticinesi: da 9 a 109 pazienti Covid in un mese e mezzo

SwissTXT / pab

21.12.2021

Ärzte behandeln einen Coronavirus Patienten im Kantonsspital La Carita in Locarno.
Immagine d'illustrazione
TI-PRESS

La pressione sugli ospedali ticinesi è aumentata notevolmente a causa del Covid nell'ultimo mese e mezzo. I pazienti sono passati da 9 a 109, con 17 persone in terapia intensiva.

SwissTXT / pab

21.12.2021

La turnistica del personale non è ancora stata modificata e sia i medici che gli infermieri lavorano ancora in regime ordinario.

Presto, però, le cose potrebbero cambiare, soprattutto a causa della diffusione della variante Omicron, la cui presenza sul territorio svizzero sta aumentando esponenzialmente: «L'ipotesi di doversi trovare confrontati per la terza volta con uno scenario che si è vissuto per due volte in 24 mesi inquieta non poco», spiega ai microfoni della RSI Mattia Lepori, vice capo Area medica dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC).

A destare attenzione sono i posti in cure intense: con 17 pazienti si è già entrati in una seconda fase, che prevede un tetto massimo di 31 posti letto da ripartire nei quattro ospedali dell'ente, più la clinica luganese. Poi, se fosse il caso, scatteranno i dispositivi per aumentare ulteriormente il loro numero.

«La progressione delle capacità di accoglienza è prevista in tutte le strutture dell'EOC. Abbiamo dovuto ricorrere a due chiusure, all'Italiano di Lugano e a Faido. Non abbiamo in previsione per ora di procedere a ulteriori riduzioni della capacità. Saranno le settimane a venire a dirci se sarà necessario», afferma l'esperto.