L’uomo, ha accertato il dottor Ante Bielic, stando al sito della RSI, soffriva e soffre di vari problemi, legati al consumo di sostanze psicoattive. Era però perfettamente in grado sia di valutare il carattere illecito dei propri atti, sia di agire di conseguenza. Non può dunque beneficiare di alcuna scemata imputabilità.
Il perito si è espresso anche sul rischio di recidiva, esistente nel caso in cui continuasse l’abuso delle sostanze in questione. Ora le parti avranno la possibilità di chiedere complementi o delucidazioni sul rapporto, ricevuto venerdì. Poi l’inchiesta si avvierà verso la sua conclusione.
La vicenda
Dopo avere colpito ripetutamente Matteo al volto, il 34enne lo trascinò nella sua stanza. Lasciò supina la vittima, che diversi minuti più tardi morì a causa del sangue confluito nelle vie respiratorie. Di qui la domanda: se l’allarme fosse stato dato subito, il 35enne ticinese si sarebbe salvato?
Un dubbio che ha indotto la procuratrice pubblica Valentina Tuoni ad aggiungere, all’accusa di assassinio, reati come appunto l’omissione di soccorso. Intanto l’imputato, difeso dall’avvocata Letizia Vezzoni, ha cominciato a espiare anticipatamente la pena.