Destituzione confermata Il Tribunale federale respinge i ricorsi dei giudici Quadri e Verda Chiocchetti

fon

19.9.2025

Confermata la destituzione degli ex giudici del Tribunale penale cantonale ticinese.
Confermata la destituzione degli ex giudici del Tribunale penale cantonale ticinese.
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Il Tribunale federale ha confermato la destituzione dei giudici ticinesi Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti, avallando la decisione del Consiglio della magistratura.

Redazione blue News

Il Tribunale federale ha confermato la destituzione degli ex giudici del Tribunale penale cantonale ticinese (TPC) Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti, avallando così la decisione presa dal Consiglio della magistratura (CDM). La notizia è stata anticipata da «laRegione».

Il CDM aveva deciso di sollevarli dall'incarico dopo che i due avevano denunciato l'allora presidente del TPC, Mauro Ermani, per un reato di pornografia che - secondo il Consiglio - «sapevano non sussistere».

La vicenda trae origine da un presunto caso di mobbing del 2023 nei confronti di una segretaria. Quadri e Verda Chiocchetti avevano segnalato l'episodio, chiamando in causa non solo Ermani ma anche il vicepresidente del TPC Marco Villa e il giudice Amos Pagnamenta.

Le accuse erano proseguite con segnalazioni reciproche fino alla denuncia penale contro Ermani. A seguito di ciò, il CDM aveva ritenuto inaccettabile l’operato di Quadri e Verda Chiocchetti e li aveva destituiti nel dicembre scorso, sostenendo che la denuncia «era inconciliabile con la loro funzione».

I due giudici avevano presentato ricorso, ma la Commissione di ricorso sulla magistratura aveva confermato la destituzione. Contestando anche questa decisione, il caso è approdato davanti al Tribunale federale di Losanna, che ora ha ribadito la rimozione.

Parallelamente, Verda Chiocchetti e Quadri avevano denunciato per diffamazione Ermani, Villa e Pagnamenta, sempre in seguito alla segnalazione al Consiglio della magistratura. Su questo punto i giudici di Mon Repos si erano già espressi lo scorso maggio, stabilendo che l'onore dei due magistrati non era stato leso.