Ecco cosa cambia Dopo la tragedia di Crans-Montana, stretta sulla sicurezza nei locali ticinesi

fon

20.1.2026

Uscita di sicurezza.
Uscita di sicurezza.
Keystone

Dopo la tragedia di Crans-Montana, il Ticino accelera sulle misure di sicurezza antincendio nei locali pubblici, tra nuovi divieti e controlli più severi.

Nicolò Forni

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Il Canton Ticino ha annunciato un giro di vite con il divieto di materiale pirotecnico al chiuso, più controlli e sanzioni rafforzate.
  • GastroTicino si è mossa in anticipo, richiamando i gestori alle regole di sicurezza e rafforzando l'offerta formativa.
  • Entro il 15 giugno 2026 tutti i locali dovranno rinnovare l’autorizzazione, pena la chiusura in caso di irregolarità.

Secondo un approfondimento della «RSI», andato in onda nel programma SEIDISERA, la tragedia di Crans-Montana avrà ripercussioni anche in Ticino, soprattutto sul piano della prevenzione degli incendi nei locali pubblici.

L'episodio ha scosso clienti ed esercenti, spingendo autorità e associazioni di categoria ad accelerare gli interventi.

Il Cantone ha annunciato misure più severe, tra cui il divieto totale di materiale pirotecnico al chiuso, un aumento dei controlli e sanzioni più incisive. Il consigliere di Stato Claudio Zali ha indicato che le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore nelle prossime settimane.

Il settore si è già attivato

Il settore si era però già attivato. GastroTicino aveva inviato una circolare ai propri affiliati il 7 gennaio, invitando a rinunciare immediatamente a qualsiasi fuoco all’interno dei locali e richiamando l'attenzione sulle procedure di sicurezza, dalla formazione del personale alle vie di fuga.

Parallelamente è stata rafforzata l'offerta formativa, con un corso specifico sulla gestione degli incendi, aperto a gestori e dipendenti. Resta inoltre valido l'obbligo, introdotto nel 2023, di rinnovare l'autorizzazione dei locali entro il 15 giugno 2026, previa verifica dell’idoneità degli spazi.

Per chi non rispetta le regole, la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) prevede una sanzione chiara: la chiusura dell'attività.

E tra i gestori c'è chi sottolinea che, per chi è già in regola, l'intensificazione dei controlli non cambia sostanzialmente il lavoro quotidiano.