Autore di importanti manifesti, uno su tutti «Ticino: terra d'artisti», ma anche penna graffiante e ironica, si è spento a 83 anni.
SwissTXT
01.09.2025, 18:37
01.09.2025, 19:06
Sara Matasci
È morto domenica a 83 anni Orio Galli, artista e maestro di grafica. Ne ha dato notizia oggi, lunedì, il Centro Culturale di Chiasso, cui lo scomparso aveva donato il suo vasto archivio, arricchendone così le collezioni.
Pittore, docente e graphic designer, Galli nasce a Milano il 15 ottobre 1941. Due anni dopo la famiglia rientra nella casa paterna di Besazio. Frequenta la scuola a Lugano, in seguito l’apprendistato di grafico-vetrinista e poi, a Zurigo, la Kunstgewerbeschule.
Nella Scuola di Arti Applicate della città sulla Limmat ha modo di conoscere, all’inizio degli anni Sessanta, Oliviero Toscani. Nel 1963 consegue il certificato federale di grafico a Bienne, ed è il primo in Ticino a ottenere l’attestato cantonale di grafico.
Un importante impulso per il Ticino
Nel 1968 inizia la libera professione di grafico aprendo il suo studio a Caslano.
Impossibile riassumere la sua lunga produzione grafica, ma non si può non citare il manifesto «Ticino: terra d’artisti» (1984), che rivoluziona l’immagine turistica del Cantone, fino a quel momento legata a boccalini e zoccolette.
Altrettanto inconfondibile il suo stile calligrafico che esercitava in quelle che lui chiamava «Galligrafie». Segni dolci e graffianti che sapeva esercitare anche come polemista sui giornali.