Premi di cassa malati 2022, De Rosa: «Un piccolo passo nella giusta direzione»

sam / pab

28.9.2021

Bellinzona: conferenza stampa Consiglio di Stato, aggiornamento Covid-19. Nella foto il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa durante un momento della conferenza stampa.
© Ti-Press / Samuel Golay
Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa
archivio Ti-Press

In Ticino ci sarà un lieve calo sui premi delle casse malati per il 2022. Per De Rosa: «È un piccolo passo nella giusta direzione». Preoccupa però l'invecchiamento della popolazione, che incide fino al 10% sui premi. Si pensa quindi a un piano per il rilancio della natalità.

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28.9.2021

A prendere la parola è stato per primo Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS): «Durante la conferenza dello scorso anno avevamo espresso forte disappunto e delusione per l’aumento dei premi di cassa malati 2021 perché la situazione pandemica riteneva un intervento straordinario. Avevamo chiesto premi invariati e di attingere alle riserve, che all’epoca erano di 11 miliardi».

Il consigliere di Stato ha poi ricordato le cifre già date da Berset a Berna, specificando che «per gli adulti, le persone con più di 26 anni, i premi caleranno dello 0,2%, per i giovani adulti, cioè quelle persone tra i 19 e i 25 anni, del 0,7% e per i minorenni dello 0,3%».

Per un premio medio in Ticino quindi si passa da un totale di 424.80 franchi a 424.00, con un risparmio di 80 centesimi mensili per gli adulti. Per i giovani si passa da 290.40 a 288.30 e per i minorenni da 109.70 a 19.30 franchi.

Un piccolo passo nella buona direzione

«Non succedeva dal 2012, anno anche quello particolare, perché si passava al nuovo sistema ospedaliero, di vedere il valore con un meno davanti, seppur con un numero piccolo», ha detto De Rosa. «La diminuzione è lieve, fortemente condizionata dalla pandemia e dal fatto che gli assicuratori hanno deciso di mettere mano, seppur in minima parte, alle riserve».

Il merito però va anche «alla crescente azione politica a livello federale e cantonale, basti pensare le tre iniziative ticinesi riprese poi da altri cantoni e al prezioso lavoro svolto dalla deputazione ticinese alle camere federali».

Un timido passo, secondo De Rosa, quello di oggi, ma che è nella giusta direzione «che dovrà essere seguita negli anni a venire da altri passi nella stessa via». Si dà così un po' di respiro a molti cittadini in un momento di incertezza, secondo il politico.

«Gli assicuratori malattia hanno usato tre strumenti: la riduzione volontaria delle riserve, la restituzione dei premi incassati in eccesso e la deduzione dei redditi da capitale nel calcolo dei premi», ha specificato De Rosa, prima di passare la parola Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica, che ha illustrato l'evoluzione del costo delle cure.

L'evoluzione dei costi delle cure

Bianchi ha ricordato che il costo delle cure è il parametro principale con il quale viene fissata l'evoluzione dei premi. «In Ticino i costi delle cure sono aumentati di oltre il 100% nei 24 anni di esistenza della Lamal, mentre a livello svizzero sono aumentati del 130%».

«L'evoluzione di questi costi in Ticino è stata negativa nel 2020, mentre non lo è stata a livello nazionale. È l'effetto della pandemia», ha specificato Bianchi. In Ticino il costo pro capite delle cure l'anno scorso era di 4.610 franchi, mentre a livello svizzero era di quasi 600 franchi inferiore a 4.012.

In media quindi, come ha mostrato Bianchi, si paga in Ticino il 15% in più anche per la massiccia presenza di cliniche private rispetto al resto della Svizzera, perché la popolazione è più vecchia al Sud delle Alpi che al Nord e perché culturalmente si va più spesso dal medico.

Fusioni tra casse, la tendenza continua

Ultimo a prendere la parola è stato Matteo Veri, collaboratore scientifico Area di gestione sanitaria, che è entrato nel dettaglio degli aspetti dei premi per il 2022: «L'anno prossimo avremo meno assicuratori presenti in Ticino. Passeremo da 36 a 31 operatori a seguito di alcune fusioni».

«Le prime due casse malati del Ticino, da sole, Helsana e Arcosana, assicurano più del 40% della popolazione ticinese. Prendendo in conto le prime sei si arriva a 3/4», ha spiegato. Si continua quindi sulla tendenza di fare delle fusioni. «L'aspetto positivo è che c'è un livellamento dei premi, ma quello negativo vede un po' scemare la concorrenzialità», ha aggiunto.

«Un rilancio della natalità è necessario»

Rispondendo alle domande dei giornalisti De Rosa, in conclusione, ha fatto notare che a partire dal 2035 ci sarà un numero davvero importante di ultra ottantenni nel cantone. «Un buon 10% dei costi dei premi di cassa malati sono dovuti alla piramide dell'età che in Ticino, lo sappiamo comprende molti anziani. Si deve quindi agire su questo aspetto per equilibrare la piramide».

Per questo motivo «sarà importante sviluppare una strategia del rilancio della natalità, ne abbiamo già parlato in Governo».

«È un aspetto che tratteremo nel progetto Ticino 2040, con l'aumento della competitività del Canton  Ticino per far rimanere dai noi i cervelli e anche, semmai, recuperare quelli che sono andati via per formarsi e per fare esperienze», ha terminato il consigliere di Stato.