Lugano

Foletti a Galeazzi: «In Municipio meno social e più pratici»

SwissTXT / pab

2.9.2021

Michele Foletti
Michele Foletti
Keystone / Ti-Press

Dopo la scomparsa di Marco Borradori e l’insediamento di Tiziano Galeazzi, come ripartirà il Municipio di Lugano? Il vicesindaco Michele Foletti, che ha mantenuto la delega alle finanze, spiega - in un'intervista rilasciata alla RSI - che ci sarà una continuità rispetto all'Esecutivo precedente.

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2.9.2021

«Gli obiettivi sono quelli che abbiamo tracciato nelle linee di sviluppo della Città di Lugano. Attendiamo che Tiziano possa prenderne visione e eventualmente fare le sue osservazioni. Ma gli obiettivi sono quelli. L’attribuzione dei dicasteri è avvenuta all'unanimità dando veramente importanza una continuità del lavoro che è stato fatto fino a oggi», ha detto Foletti.

Nel suo dicastero terrà la divisione delle finanze, dando il resto ha Galeazzi. Perché non tutto il dicastero?

«Nelle prossime settimane dovremo presentare l'aggiornamento del preventivo 2020 e il preventivo 2022 al Consiglio comunale, l'aggiornamento del Piano finanziario. Si tratta di documenti importanti che andranno difesi in Consiglio comunale e in Municipio abbiamo ritenuto che fosse un compito veramente difficile per una persona che entra per la prima volta. Siccome nessuno dei colleghi che sono già presenti in Municipio voleva cambiare il proprio dicastero, abbiamo ritenuto che la soluzione migliore per continuare su quelli che sono gli obiettivi che ci siamo dati fosse questa».

L’inchiesta per reati finanziari che vede Galeazzi coinvolto in Italia ha giocato o no un ruolo nella decisione di non affidargli le Finanze?

«No, assolutamente. Siamo tutti consapevoli che chi lavora nel campo finanziario e bancario a Lugano è soggetto a procedimenti e inchieste in Italia e quindi non lo riteniamo un problema».

Lei in una sua uscita pubblica ha già un po’ bacchettato il nuovo municipale dicendo che spera capisca che per lavorare in Municipio bisogna essere collegiali e non avere smanie di protagonismo. Questo è un po' un cambio di passo rispetto all'atteggiamento solitamente più pacato del sindaco Borradori?

«No, no, con Tiziano ci siamo chiariti stamattina. Volevo però che capisse che c'è una differenza tra fare il consigliere comunale d'opposizione, come ha fatto sempre lui. Tra l'altro ha sempre bocciato i consuntivi e preventivi della Città. L'avrei visto anche un po' male prendere la divisione finanze e a farsi bocciare i preventivi dei suoi compagni di partito di una volta. Ma a parte questa battuta, voglio che capisca che per fare il municipale a Lugano ci vuole umiltà, coesione e magari essere un po' meno social e un po' più pratici».

La magistratura sta indagando sulla demolizione di parte dell'ex Macello. Lugano, oggi è una città sotto scacco, almeno finché le responsabilità non saranno chiarite?

«Non credo che Lugano sia una città sotto scacco, non c’è solo il Macello. Lugano è molto altro. C'è soltanto una piccola parte di cittadini che ha tematizzato questa questione, vedremo alla fine dell'inchiesta come si risolverà».