Garzoni: «Situazione critica e il Consiglio federale va in vacanza»

La redazione

29.12.2021

Arzt Christian Garzoni von der Klinik in Lugano Moncucco informiert an einer Pressekonferenz ueber den ersten Fall eines mit dem Coronavirus Infizierten im Kanton Tessin, am Dienstag, 25. Februar 2020, in Bellinzona. (KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi)
Christian Garzoni
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Il direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni commenta il superamento quotidiano dei record di contagi in Ticino e ricorda che bisogna agire con prudenza, sfruttando i giorni di vacanza scolastica anche per ridurre i contatti. 

La redazione

29.12.2021

Nonostante in Ticino sia stata superata oggi la soglia dei 1'500 casi giornalieri, nel Cantone non si registra ancora un aumento drastico di ricoveri. La RSI ha intervistato il dottor Christian Garzoni a proposito.

Il direttore sanitario della Clinica Moncucco di Lugano avverte che se il 2-3% o il 4% di tutti i contagiati dovesse aver bisogno di un ricovero in ospedale «questo vorrebbe dire 40 ospedalizzati al giorno. Il sistema sanitario non riuscirebbe a gestirli».

Ma fortunatamente le persone bisognose di cure ospedaliere aumentano meno del previsto, anche se Garzoni ammette che c'è preoccupazione perché l'ondata «potrebbe arrivare e colpirci in maniera estremamente violenta».

Vantaggio dato dal fatto che la maggior parte delle persone è immunizzata

I dati forniti dai ricercatori sudafricani per ciò che riguarda Omicron sembrano comunque essere incoraggianti, rilevando un decorso più lieve, mentre per gli altri, ricorda lo stesso Garzoni alla RSI, «va detto che le persone doppiamente vaccinate si ammalano in maniera meno grave. Quindi grossa parte del vantaggio è dato dal fatto che la maggior parte delle persone è immunizzata».

Garzoni ammette che al momento i sintomi sono gli stessi del passato, ma le persone testate oggi sono asintomatiche, o presentano raffreddore o mal di gola, «ma il messaggio da dare è che un banale raffreddore può essere Covid. Per questo bisogna testarsi con il PCR e non con il test rapido, oggi meno efficiente».

Un Capodanno da festeggiare senza grossi numeri

Il medico parla dunque di prudenza e auspica che la gente non festeggi il Capodanno in grossi numeri. 

«Io temo per l’intera Svizzera, è evidente che la situazione da almeno due settimane è molto critica. Il Consiglio federale ha preso alcune misure e poi però è andato in vacanza - ha chiosato sempre alla RSI il direttore sanitario della Moncucco -. I numeri continuano a salire nel frattempo e quanto prospettato da Lucerna può succedere in tutti i cantoni. Ticino compreso».

Garzoni conclude dicendo che certo non si potrà mettere «in quarantena mezzo cantone, quindi l’unica soluzione è bloccare i contagi, sfruttiamo questi giorni di vacanza anche scolastica per tirare il fiato e ridurre i contatti personali».