Un verdetto che contraddice la tesi della difesa del 21enne imputato.
L’accusato colpì la vittima con un pugno alla nuca e una spallata, causando all’uomo una caduta contro il cancello, dalla quale derivò il decesso avvenuto in ospedale.
Nel 2022, la Corte d’appello lo condannò a nove anni di reclusione per omicidio volontario.
Tuttavia, nel 2024, il Tribunale federale annullò la sentenza e dispose ulteriori accertamenti.
La nuova perizia ha stabilito che la frattura dell’arteria fu di natura traumatica. Ora, i difensori devono decidere come procedere.