I Grigioni vogliono l'Università

SwissTXT / pab

10.8.2019

L'università, coi suoi professori e studenti, dovrebbero garantire ai Grigioni nuovi slanci economici e culturali
Keystone

Le ambizioni universitarie grigionesi riprendono quota.

La commissione Commissione strategica e di politica statale del Gran Consiglio, con l’accordo del Governo, chiede al Parlamento di approvare nel nuovo programma di legislatura un messaggio che espliciti le ambizioni del cantone in materia. L’obiettivo è di creare un vero polo universitario retico sull'esempio di quanto già fatto in Ticino.

«Siamo dell’avviso che sia urgente intensificare la collaborazione in atto con gli istituti che già lavorano in campo universitario, ad esempio a Davos dove c'è l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio», spiega alla RSI il presidente commissionale Bruno Claus convinto sostenitore dell'idea che, spera, possa concretizzarsi in tempi ragionevoli dando un rinnovato slancio a un cantone dove, spesso, ci si lamenta di vivere in una realtà economica e culturale periferica.

Ecologia alpina, lingue, turismo…

Qualche idea anche per quanto riguarda i contenuti formativi c’è già. «Ci si potrebbe indirizzare verso un settore che comprende le scienze naturali ed ambientali, con particolare attenzione all'ecologia dello spazio alpino», afferma il deputato liberale di Coira, «ma ci sarebbero anche altri settori da sviluppare. Potremmo ad esempio dedicarci alle lingue oppure anche al turismo che resta un fattore economico importante nel Cantone».

Architettura

L’ispirazione per quanto si ambisce a fare nei Grigioni, dove entro il 2025 sorgerà il campus da 125 milioni della Scuola universitaria per la tecnica e l'economia di Coira, viene direttamente dall’esperienza dell’Università della Svizzera italiana. «È così», conferma Bruno Claus, «parlando ad esempio di architettura, nei Grigioni abbiamo una buona base. Esiste infatti una tradizione e ci sono diversi professori di fama internazionale che insegnano in altre università. Credo che ci sia un grande potenziale che il cantone dovrebbe considerare».

Collaborazioni per partire e poi…

I fautori dell’università grigionese dell’esempio ticinese non vorrebbero riprendere solo i tempi. Per giungere alla nascita dell’USI ci sono voluto decenni di discussioni e preparazione.

«Una via è sicuramente quella di sviluppare le collaborazioni già esistenti a livello universitario così da poter generare rapidamente qualche progetto concreto. La posizione della commissione è quella di sviluppare le realtà già presenti sul territorio, restando aperti verso altre proposte innovative», sottolinea il 58enne deputato che, quale ex presidente della commissione istruzione e cultura, è considerato un po’ il padre della legge cantonale sull’università e la ricerca.

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