Il CBD piace, ma non solo da fumare

SwissTXT / pab

20.9.2021

Immagine d'illustrazione
KEYSTONE/AP Fairbanks Daily News-Miner/ERIC ENGMAN

Sempre più attrattivo e sempre più segmentato. Il commercio dei prodotti a base di cannabidiolo (CBD) è nuovo e poco studiato, ma da primi sondaggi esplorativi si cominciano a delineare profili dei consumatori e potenzialità.

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20.9.2021

Un’analisi del mercato recente arriva dalla collaborazione tra il rivenditore online uWeed, con base a Zurigo, e l’Associazione svizzera dell’industria della cannabis. La maggior parte dei consumatori sono uomini, con un’elevata scolarizzazione e al di sotto dei 40 anni.

«Non c’è un profilo-tipo. Abbiamo dato piuttosto una direzione nella lettura, ma nei prossimi mesi lavoreremo sui risultati per presentare un ventaglio di 3-4 segmenti di consumatori», precisa però il fondatore di uWeed, Loic Aubonney.

Il lockdown e il boom del mercato

Secondo le opinioni e i dati di alcuni grossisti del settore, come riporta il sito della RSI, la consumazione di prodotti a base di cannabidiolo è aumentato durante il confinamento, in Svizzera come all’estero.

Dal punto di vista di uWeed, con la pandemia c’è stato un aumento delle vendite online. Il consumatore, anche dopo la fine del confinamento, ha continuato ad acquistare su internet invece di recarsi nel negozio.

«Un secondo cambiamento, ma che rimane piuttosto un’ipotesi, - prosegue Aubonney - è che, come può essere per l’alcol, in periodi di crisi, legate a pressioni finanziarie o perdita del posto di lavoro, una parte dei consumatori consumi di più questi prodotti».

«Per sopravvivere bisogna differenziarsi»

Con la legalizzazione della canapa light, nel 2017, è partita la corsa alla piantagione anche in Ticino. Un entusiasmo che si è però tramutato ben presto in disillusione. Già nel 2019 si lamentavano troppa offerta e prezzi dimezzati del prodotto.

Una situazione che nell'ultimo anno è peggiorata ulteriormente per i coltivatori ticinesi, confrontati con la concorrenza della merce in arrivo dall'estero, in particolare dall'Italia, che produce grandi quantità a costi decisamente più bassi. Tanto che in molti stanno pensando di abbandonare il mercato.

Di pari passo, però, sta crescendo l'interesse nei confronti dei prodotti derivati dalla Canapa light, prodotti a base di CBD - senza effetti psicotropi - di cui sempre più persone apprezzano gli effetti calmanti.

Non solo. Il settore farmaceutico guarda sempre più a questa sostanza per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci. Un esempio è la farmaceutica Linnea di Riazzino, specializzata nell’estrazione di principi attivi delle piante.

Dal 2014, Linnea si è lanciata sulla canapa light per l’estrazione del CBD. L'azienda importa decine di tonnellate di materia prima, in special modo dall'estero. Le coltivazioni devono avere una certificazione medica e seguire determinati standard (GACP).