Preoccupazioni

Il Governo incontra i vertici SSR

SwissTXT / pab

27.11.2019

Incontro tra Consiglio di Stato e vertici SSR
Ti-Press

Solidarietà tra le regioni, misure di risparmio e corsa al digitale: mercoledì a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona il Consiglio di Stato ha incontrato i vertici della SSR, la Società svizzera di radiotelevisione.

A poco più di due mesi dall'annuncio di misure di risparmio per il 2020, il Governo ticinese ha avuto modo di esporre i propri timori direttamente al presidente della SSR, Jean-Michel Cina, e al suo direttore, Gilles Marchand.

Per la RSI i tagli saranno pari a 8 milioni di franchi, giustificati con il calo della pubblicità. Il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta ha tra l'altro chiesto «se in un contesto di pressione economica se vi saranno delle conseguenze sulle risorse messe a disposizione per le regioni periferiche».

Parola d'ordine, digitalizzazione

Parola d'ordine, digitalizzazione. Un processo di trasformazione imperativo in un periodo, però, di ristrettezza finanziaria. Marchand ha spiegato che «dobbiamo riuscirci, per fare in modo che in futuro il servizio pubblico sia ancora al servizio di tutti. Non c'è una ricetta. La SSR ha delle ambizioni nella misura in cui deve riuscire a utilizzare l'evoluzione digitale per onorare il suo mandato di servizio pubblico. Attraverso questa trasformazione credo che riusciremo ad assicurare la nostra legittimità».

«A lungo termine ci saranno meno canali lineari, classici come quelli che conosciamo, ma più piattaforme tematiche. Si tratta di proporre della TV à la carte, in modo tale che ognuno possa comporre il proprio menu mediatico».

Dialogo necessario

Tutto questo nell'imminenza di una nuova legislatura, in un panorama politico che, in quella appena conclusa, non ha risparmiato critiche alla SSR.

Ancora Marchand: «Dovremo essere pronti a spiegare la situazione in maniera aperta, trasparente e veritiera. È un dialogo, quello tra la politica e il servizio pubblico, che è necessario, però solo se è al servizio della popolazione: dobbiamo poter garantire l'indipendenza dell'offerta perché serve l'insieme della popolazione, indipendentemente dall'interesse partitico».

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