Acquisti

In dogana senza tampone, commercianti ticinesi preoccupati

SwissTXT / pab

4.6.2021

Einkaufstouristen kaufen im italienischen Supermarkt Belforte in Varese ein, am Samstag, 17. Januar 2015. Nach der Aufhebung des Euro-Mindestkurses durch die Schweizerische Nationalbank (SNB) und dem Fall des Eurokurses nutzen viele Schweizer Shopping-Touristen die Moeglichkeit, im nahen Ausland Schnaeppchen zu machen. (KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi).
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE

L'Italia apre i valichi al turismo degli acquisti e ora una parte dei commercianti ticinesi teme l'esodo dei consumatori locali. La ritrovata libertà di movimento, oltre frontiera, infatti, potrebbe tradursi in meno incassi per il commercio locale.

SwissTXT / pab

4.6.2021

Commercio che ha avuto, ovviamente, pochissima concorrenza estera durante tutto il periodo della pandemia.

E se non mancano le voci di quanti credono a un cambio di mentalità (convinti che l'opera di fidelizzazione della clientela fatta durante il periodo di restrizioni garantirà i suoi frutti anche in futuro), c'è chi mostra i dati degli acquisti nel 2020: quando a giugno sono state riaperte le frontiere i clienti sono tornati a far spese in Italia.

E tra i delusi dal turismo degli acquisti c'è la presidente di Swiss Retail federation, Christa Markwalder, che ha definito le prime compere all'estero: «Uno sviluppo deplorevole dal punto di vista del commercio al dettaglio svizzero».