La variante Delta preoccupa, Ceschi: «Verso una terza dose per gli immunosoppressi»

SwissTXT / pab

29.7.2021

Alessandro Ceschi, direttore dell'Istituto di scienze farmacologiche dell'EOC e membro della Task force nazionale
Alessandro Ceschi, direttore dell'Istituto di scienze farmacologiche dell'EOC.
Keystone

Israele torna a far parlare di sé per la campagna di vaccinazione. Se durante l'inverno si è discusso della velocità con cui somministrava i preparati alla popolazione, ora lo è nuovamente perché il primo Stato ad aver autorizzato una terza dose per gli over 60. Cosa ipotizzabile anche in Ticino, ma per un'altra categoria di persone.

SwissTXT / pab

29.7.2021

Una mossa che fa sorgere qualche dubbio sull'efficacia dei vaccini, soprattutto quando si parla della variante Delta. Dubbi che secondo Alessandro Ceschi, primario dell'Istituto di Scienze farmacologiche dell'EOC, sono legittimi: «Si sa che la Delta è più contagiosa e ora ci sono dei dati che dimostrano che l'efficacia dei vaccini contro questa variante è leggermente ridotta, ma stiamo parlando di un 88%, rispetto al 94% contro la variante originale», spiega ai microfoni della RSI.

Ceschi aggiunge che quello che si è osservato in Israele lascia invece presagire sia anche ridotta l'effettiva efficacia nel ridurre la trasmissibilità contro la variante Delta».

La protezione del vaccino, come noto, diminuisce con il passare del tempo. E quindi Israele, che ha iniziato molto presto a immunizzare la popolazione, ha dato il via libera alla somministrazione della terza dose agli over 60.

«Terza dose utile e adeguata per gli immunosoppressi»

Presto potrebbe dunque avvenire anche in Svizzera? Secondo Ceschi sì, perché una terza dose potrebbe prolungare e allargare l'immunità data dalle vaccinazioni iniziali per coprire anche meglio queste varianti.

Ma in realtà nulla di preciso è ancora stato deciso nella Confederazione. «Non è ancora chiaro come si procederà con la popolazione generale - spiega sempre alla RSI il primario dell'Istituto di Scienze farmacologiche dell'EOC -, ma è invece abbastanza certo che una terza dose è utile e adeguata per chi ha una grave immunosoppressione (soppressione della capacità innata dell'organismo di evitare la malattia e l'infezione, ndr). Stiamo infatti già definendo come procedere a tali somministrazioni». 

E quindi ci si può aspettare che ce ne sarà anche una quarta, una quinta e così via? «È ancora un po' presto per esprimersi su questo», conclude Ceschi.