«L'aggregazione si farà»

SwissTXT/pab

26.11.2018

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi si è dichiarato soddisfatto dall'esito della votazione consultiva per l'aggregazione di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa (foto d'archivio).
Ti-Press

«Siamo moderatamente soddisfatti». È questo in estrema sintesi il commento del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi sul risultato della votazione consultiva per l'aggregazione di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa, dopo una campagna accesa segnata anche da recriminazioni sia sul progetto che sulle modalità di informazione alla popolazione.

Il «sì» si è infatti imposto agilmente a Ponte Tresa con il 61%, mentre è risultato più risicato a Monteggio (55%) e a Croglio (51%), ma a far notizia è il «no» di Sessa per soli 19 voti (52.7%).

«È un risultato nel complesso positivo - dice Gobbi ai microfoni RSI - perché la maggioranza della popolazione del nuovo comune ha votato sì, non manca però un certo rincrescimento per il voto negativo di Sessa, che oggettivamente poteva essere il comune maggiormente interessato, avendo una situazione finanziaria non proprio solida».

Reazioni contrastanti

Soddisfazione l'ha espressa anche il sindaco di Monteggio Piero Marchesi, responsabile pure del gruppo di studio per l'aggregazione: «Peccato per Sessa, ma oggi abbiamo capito dai dati complessivi che c'è voglia di aggregazione e questo è sicuramente positivo».

Di parere opposto Stefano Baggio del comitato degli oppositori: «Mi pare che con il 53% di sì tutto questo grande consenso dal basso non ci sia, ancor più alla luce della bocciatura di Sessa». E sul futuro Baggio spiega che il gruppo «rimarrà attivo, in modo da vigilare su tutte le promesse fatte in campagna dai promotori, perché è facile che poi le priorità cambino».

Comune a 3 o a 4? «Ci lavoreremo»

In quale forma e con che modalità vedrà la luce il nuovo comune resta ancora da chiarire: l'abbandono del processo, seppur possibile, è poco probabile; restano quindi due ipotesi: a tre o a quattro entità in forma coatta. «Lavoreremo a tutte le ipotesi e lo faremo con la commissione di studio proprio perché dobbiamo tenere conto degli obbiettivi del piano cantonale delle aggregazioni, ma anche della provenienza 'dal basso' dei progetti e appunto della situazione di Sessa, che non ci lascia tranquilli in ottica futura».

Il direttore del DI esclude invece un ritorno alle urne, in quanto la prassi adottata è consolidata e il voto è consultivo, l'ultimo passo spetterà comunque al Gran Consiglio.

Piero Marchesi rileva infine che «a seconda della decisione saranno da ridefinire o meno i progetti che hanno accompagnato la proposta di aggergazione».

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