Dal 1° gennaio

Luce verde alla riforma fiscale in Ticino

SwissTXT / pab

4.11.2019 - 22:25

Tema dibattuto intensamente
Source: tipress

Come altri cantoni in precedenza, anche il Ticino ha adeguato la sua legislazione tributaria alla riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS accolta dal popolo a livello federale il 19 maggio 2019. 

Ciò comporta, dal 1° gennaio, la soppressione dei regimi privilegiati di cui godono le società a statuto speciale, un migliaio sul territorio ticinese e che generano insieme 144 milioni di gettito, il 20,7% del totale prodotto dalle persone giuridiche.

Il Gran Consiglio ticinese ha dato il suo via libera lunedì con 53 voti contro 22 a un pacchetto di misure con un impatto complessivo una volta a regime di circa 150 milioni, due terzi a carico del Cantone e uno dei Comuni.

I dettagli della riforma

In particolare è prevista riduzione dell'aliquota ordinaria sull'utile, destinata a passare dal 9 all'8% nel periodo 2020-2024 e poi al 5,5% nel 2025. Si applicherà a tutte le società, ma è volta in particolare a evitare che proprio queste imprese oggi avvantaggiate, improvvisamente confrontate a un onere fiscale superiore decidano di lasciare il cantone.

«Non far nulla avrebbe un costo sicuro», ha ricordato il consigliere di Stato Christian Vitta.

Riduzione anche del coefficiente d'imposta cantonale

La minoranza ha contestato una riduzione ritenuta troppo drastica e indiscriminata, perché non considera la responsabilità sociale ed ecologica delle singole aziende.

Il punto più criticato è però un altro: la contemporanea riduzione anche del coefficiente di imposta cantonale, dal 100% al 97% nel 2020 e più avanti (con nuova decisione parlamentare) al 96%. Un punto completamente slegato dalla RFFA, hanno fatto notare gli oppositori, che andrà a vantaggio delle persone fisiche ma di cui, perché lineare, approfitteranno soprattutto i contribuenti più facoltosi.

Differenziare il prelievo fra persone fisiche e giuridiche

Qualche mal di pancia lo ha suscitato anche la possibilità data ai comuni di differenziare il prelievo fra persone fisiche e giuridiche. Per i critici rischia di innescare una concorrenza fiscale fra comuni.

Le preoccupazioni di questi ultimi sono state esplicitate da Maurizio Agustoni per il PPD, che aveva firmato con riserva il rapporto di maggioranza.

Una proposta di emendamento, che prevedeva di dividere a metà fra cantone e comuni i 27 milioni supplementari che verranno garantiti dalla Confederazione in cambio della perdita di gettito (invece di due terzi e un terzo come proposto dal Governo) è stato accolto con 56 voti contro 12 e 7 astensioni.

Misure di compensazione

La riforma è legata, in virtù di un accordo in Governo, a misure di compensazione sociale per 17,4 milioni che erano state presentate il 17 ottobre, per la scuola e per il trasporto pubblico.

L'unanimità in seno all'Esecutivo non si è vista però nell'aula del Gran Consiglio: dai banchi borghesi sono arrivate critiche al PS, slegatosi dalla posizione del suo ministro Manuele Bertoli. I «ce ne ricorderemo al momento di discutere delle misure fiancheggiatrici» sono stati intesi come ricattatori e hanno dato vita a una vivace discussione.

Referendum in vista

Contro la riforma comunisti e Forum Alternativo hanno preannunciato un referendum, anche il PS potrebbe scendere in campo e, se così sarà, pure il Movimento per il socialismo si dice pronto a dare il suo sostegno attivo.

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