Merlani: «Bisogna fare attenzione, altrimenti la pagheremo cara tutti»

SwissTXT / pab

22.5.2020 - 19:13

Il medico cantonale Giorgio Merlani
Ti-Press

Giovedì 14 nuovi casi in più. Venerdì si torna a livelli molto inferiori: più 3. Il numero delle persone trovate positive al Covid-19 è dunque sceso dopo un incremento giornaliero che non si manifestava da un po'.

Un'oscillazione che avviene a distanza di una decina di giorni dall'inizio della cosiddetta fase 2, con le molte riaperture, sulla quale la RSI ha cercato di fare chiarezza con il medico cantonale Giorgio Merlani, che ieri aveva ricollegato esplicitamente quel più 14 a un aumento dei test effettuati.

Un focolaio pregresso in una struttura sociosanitaria

Un'azione di depistaggio l'aveva definita ieri Giorgio Merlani. È stata condotta tra mercoledì e ieri e ha riguardato una struttura sociosanitaria. Merlani non si sbilancia di più, precisa però che era volta a chiarire la dinamica di un focolaio pregresso.

Non un nuovo focolaio: «Abbiamo trovato un grande numero di positivi all'interno di questa struttura, ma si tratta di code di positività: il test è cosi sensibile che trova dei positivi anche se non sono più contagiosi».

Altri casi sporadici hanno riguardato dei nuclei famigliari. Per il resto, se una settimana fa si parlava di casi soprattutto in ambito sanitario, ancora oggi è così. Le scuole, in particolare, non hanno contagi né fra gli allievi né fra i docenti.

«Se riparte, saremo costretti a dover ristringere i bulloni»

E sull'effetto delle riaperture dell 11 maggio si potrà forse dire qualcosa la settimana prossima, prosegue Merlani.

Che non può che ribadire l'invito a rispettare le regole: «Bisogna fare molta attenzione, altrimenti la pagheremo cara tutti. Se riparte, saremo costretti a dover ristringere i bulloni. Adesso si sta fuori, a distanza e in sicurezza. Ma se ci si ammassa i casi potrebbero subito tornare ad aumentare».

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