Merlani: «Contento di vedere dati bassi, ma...»

SwissTXT / pab

6.6.2020

Il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani
Keystone / Ti-Press

I ripetuti zeri hanno lasciato un po' stupito il medico cantonale Giorgio Merlani: «Io stesso avevo detto che le aperture dell'11 maggio erano troppo ravvicinate. I dati per certi versi mi smentiscono e sono contento che siano bassi, ma questo non significa che il virus sia sparito».

Interrogato dal Quotidiano della RSI sulla questione relativa alle scuole, Merlani è stato abbastanza chiaro: «La scuola va avanti a regime ridotto e i casi sono stati zero. Forse si sarebbe potuto aprire un pochettino di più, non dico a regime normale, ma si sarebbe potuto fare un ulteriore passo».

«Non è il carnevale a essere stato fatale»

Il medico cantonale è poi ritornato su uno degli eventi che più volte è finito sul banco degli imputati, il Rabadan: «È cominciato una settimana prima del primo caso. A quel punto c'erano ancora due giorni di carnevale di Bellinzona. Non bisogna dimenticare che c'erano anche le vacanze. Chissà quante persone sono andate a sciare sulle Dolomiti, che è una delle zone più colpite in Europa. Non è il carnevale a essere stato fatale, chi lo sostiene, sulla base di che dati lo fa?».

Chiusura sul piano pandemico cantonale, che risale al 2007: «Prima di rivedere il piano cantonale, bisogna rivedere quello federale. La cosa fondamentale adesso è lavorare per adattare un piano pandemico nuovo sulla situazione».

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