Due persone sono state fermate in Ticino, giovedì, dalla polizia federale, nell’ambito di un procedimento aperto dalla Procura federale a carico di diverse persone per riciclaggio di denaro aggravato.
Oltre ai due arresti, gli inquirenti hanno proceduto a perquisizioni domiciliari anche nei Grigioni e nel Canton Zugo.
L’operazione della fedpol, come specifica la RSI, è collegata a un’inchiesta anti-’ndrangheta della Procura distrettuale di Brescia che, sempre stamani, ha proceduto a 6 arresti.
In una nota stampa la Guardia di finanza italiana precisa che le persone arrestate sono indagate per estorsione ai danni di un imprenditore, al quale sono stati sottratti 1 milione e mezzo di euro. Si parla esplicitamente di «modalità tipiche mafiose».
Come confermato alla RSI dal Ministero pubblico della confederazione, la parte svizzera dell’inchiesta è scattata nel 2022, dopo aver ricevuto dalla Procura di Milano informazioni sul riciclaggio di parecchio denaro, frutto di traffico di droga e attività criminali, da parte di cittadini cinesi.
Le indagini avevano presto fatto emergere il coinvolgimento di alcuni cittadini e società attive in Svizzera.
Proprio questi accertamenti hanno portata all’apertura dell’inchiesta dal lato elvetico e agli arresti di oggi.