L'esecutivo invita i votanti a respingere l’iniziativa popolare cantonale «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!» e l’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», sulle quali la popolazione è chiamata alle urne l'8 marzo.
Lo ha fatto sapere in una nota, nella quale specifica che, per quel che riguarda l’oggetto cantonale, «condivide l’obiettivo di tutelare i diritti dei lavoratori», ma il testo risulterebbe inefficace perché lega la lotta ai salari bassi quasi esclusivamente all’aumento dei controlli.
Infatti il Governo cantonale ricorda che «Il Ticino è il cantone con il tasso di verifiche di gran lunga più alto della Svizzera che si attesta tra il 25 e il 30% delle aziende rispetto a un obiettivo nazionale che oscilla fra il 3 e il 5% nei settori non coperti da contratti collettivi».
Di conseguenza aumentare ispettori e verifiche non porta a salari più alti, ma a più costi per lo Stato e per le imprese.
No anche all'iniziativa contro la SSR
Sull’Iniziativa SSR, per il Consiglio di Stato, una così drastica riduzione del canone impedirebbe alla SSR di continuare a svolgere in modo soddisfacente il proprio mandato «in tutte le regioni linguistiche e geografiche del Paese».
Inoltre l'Esecutivo ticinese sottolinea le possibili conseguenze negative per la Svizzera italiana: in particolare la perdita di posti di lavoro e la partecipazione della RSI ad attività culturali e sportive organizzate in Ticino.