Sommaruga: «Ottimista per una soluzione», Vitta: «A Berna chiediamo due cose»

SwissTXT / pab

26.3.2020 - 22:46

Simonetta Sommaruga si è detta «ottimista che una soluzione possa essere trovata presto»
Source: keystone

Il Ticino e il Moesano si aspettano che domani, venerdì, il Consiglio federale prenda una decisione sulle «finestre di crisi», che permettano ai cantoni maggiormente confrontati con l'emergenza coronavirus di adottare ulteriori misure oltre a quelle previste sul piano nazionale.

Intervistata dal Telegiornale della RSI, Simonetta Sommaruga si è detta «ottimista che una soluzione possa essere trovata presto».

La presidente della Confederazione ha sottolineato però che bisogna «trovare soluzioni che vadano bene alla Svizzera italiana, ma che siano anche applicabili all'insieme del paese».

Vitta: «A Berna chiediamo due cose»

Dal canto suo, in apertura dello speciale dell'informazione RSI in onda giovedì sera, il presidente del Consiglio di Stato ticinese Christian Vitta ha affermato che è fondamentale che da Berna arrivi una posizione chiara.

«Ci aspettiamo due cose: innanzitutto che il Consiglio federale riconosca la nostra decisione di sabato, in vigore da lunedì, che permetterà alle aziende e ai lavoratori di accedere agli aiuti messi in campo dalla Confederazione. E poi che in futuro i cantoni, nell'ambito di un quadro dato dalla Confederazione, possano avere una certa autonomia soprattutto nelle regioni dove la situazione è critica dal profilo sanitario», ha affermato.

A Palazzo delle Orsoline ci si prepara ad andare avanti dopo la scadenza, il 29 marzo, dei provvedimenti adottati una settimana fa. Il come, però, dipenderà dalle notizie che giungeranno domani dalla capitale. «Il Ticino - ha detto il direttore del DFE - si trova ad anticipare di due settimane una situazione che potrebbe avverarsi al nord delle Alpi e a prendere decisioni che fanno storcere il naso oltre San Gottardo».

Gli imprenditori guardano avanti

Intanto, gli imprenditori guardano avanti: «Il primo obiettivo è quello di uscire dall'epidemia il più rapidamente possibile, ma siamo già orientati verso quello che succederà dal 30 marzo. Le imprese devono sapere in quale regime funzioneranno da lunedì, possibilmente più flessibile», ha detto Stefano Modenini dell'AITI.

Con lo Stato maggiore di condotta, ha comunque sottolineato, si è negoziato in questa settimana su un centinaio di autorizzazioni per produzioni puntuali e strategiche che altrimenti sarebbero state rinviate o perse.

«Il Consiglio di Stato si è dimostrato coraggioso e ha messo al primo posto la salute dei lavoratori», ha affermato invece Giorgio Fonio del sindacato OCST, e così deve continuare a essere: «Per l'economia ci sarà poi tempo di risollevare le situazioni critiche».

Numeri e link utili

È utile ricordare che, per tutte le informazioni sul COVID-19 e sulle misure prese dalle autorità, la hotline cantonale ticinese è sempre in funzione dalle 7h00 alle 22h00 allo 0800 144 144. Il sito specifico che il Cantone ha aperto è consultabile in ogni momento cliccando qui.

La Hotline a livello federale risponde invece a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00. Il sito della Confederazione sul coronavirus COVID-19 invece è raggiungibile cliccando qui.

È pure attiva a livello ticinese la Hotline per le attività commerciali, che risponde, dalle 9.00 alle 17.00, al numero 0840 117 112.

Per domande specifiche sul lavoro ridotto è disponibile, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 - 12.00 e dalle ore 13.00 - 16.00, il numero di telefono 091 814 31 03.

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