Si tratta di terrorismo? Sulla donna armata di coltello a Bellinzona indaga la procura federale

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2.2.2026 - 17:38

Viale Stazione a Bellinzona
Viale Stazione a Bellinzona
archivio KEYSTONE

La decisione è stata presa a causa del possibile movente terroristico, suggerito dalle parole «Allah Akbar» ripetute dalla donna prima di essere fermata dalla polizia sul Viale Stazione.

Sara Matasci

Venerdì una donna è entrata in un negozio di telefonia mobile a Bellinzona, minacciando i dipendenti con un coltello.

L'incidente ha attirato l'attenzione del Ministero Pubblico della Confederazione (MPC), che ha assunto la responsabilità dell'indagine.

Lo riporta il sito della «RSI», spiegando che la decisione è stata presa a causa del possibile movente terroristico, suggerito dalle parole «Allah Akbar» ripetute dalla donna prima di essere fermata dalla polizia sul Viale Stazione.

Gli investigatori stanno cercando di determinare se l'azione sia stata effettivamente motivata da intenti terroristici, il che rientrerebbe nella giurisdizione federale.

Donna non ancora interrogata

Nel frattempo, uno dei commercianti presenti durante l'incidente è stato ascoltato dagli inquirenti. La donna, però, non è ancora stata interrogata poiché è attualmente ricoverata in una struttura psichiatrica.

L'MPC, contattato dall'emittente di Comano, ha confermato l'apertura dell'indagine e ha già richiesto al Giudice dei provvedimenti coercitivi la detenzione preventiva della protagonista di questa vicenda, come misura precauzionale.

Questo passo è stato considerato necessario per garantire la sicurezza pubblica e per proseguire con le indagini in modo efficace.