Sushi al confine, valichi presidiati

SwissTXT / pab

19.2.2021

A sushi chef shows a take-away box of California rolls filled with Mexican avocados at a sushi restaurant in Tokyo, Wednesday, 09 March 2005. Mexican Agriculture and Fisheries Minister Javier Usabiaga said Tuesday that Mexican avocado, mango, lemon and pork will have great opportunities in the Japanese market when a free trade agreement between the two countries comes into effect on 01 April. Usabiaga is currently in Tokyo with about 150 officials from some 70 Mexican pork wholesalers and other food companies who are taking part in a four-day international food fair that opened Tuesday. (KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN)
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KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

«L’area doganale non è idonea per essere utilizzata quale zona di scambio di merce, in particolare di cibo d’asporto».

È quanto affermato venerdì in un comunicato dall’Amministrazione federale delle dogane (AFD) sul caso del sushi ordinato nei ristoranti italiani e ritirato al confine, aggiungendo che nei valici particolarmente toccati dal fenomeno sarà implementata nelle ore serali la presenza dei collaboratori.

L’AFD ricorda inoltre che le merci introdotte nel territorio sono soggette all’obbligo doganale. Se la consegna avviene in Svizzera da parte di ristoranti ubicati su suolo italiano, tutti i prodotti devono essere sdoganati all’importazione nel traffico commerciale. Se il cliente ritira invece i prodotti direttamente in Italia, li può importare in Svizzera nel traffico turistico, ma bisogna attenersi alle norme anti Covid-19 vigenti nella Penisola.

Lunedì il Municipio di Monteggio aveva deciso di segnalare gli assembramenti, le colonne e l’occupazione abusiva di fondi pubblici e privati alle autorità. «È un problema di sicurezza pubblica», aveva affermato il sindaco Piero Marchesi.

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