Un aiuto mirato in più ai ticinesi in difficoltà a causa del COVID-19

SwissTxt / pab

12.10.2020

Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo
Ti-Press / archivio

Il Governo ha approvato una «prestazione ponte» Covid a complemento del sistema di sicurezza sociale, in particolare per precari ed indipendenti.

La crisi economica innescata dalla pandemia sta mettendo in grossa difficoltà larghe fasce della popolazione anche in Ticino.

Per cercare di mettere un argine, mercoledì scorso il Consiglio di Stato ticinese ha dunque approvato, su proposta del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), un messaggio su una prestazione ponte Covid a complemento del sistema di sicurezza sociale, pensato in particolare per i lavoratori precari ed indipendenti.

Chiesto al massimo per tre mesi

La prestazione prevede il riconoscimento di un aiuto finanziario straordinario limitato nel tempo - fino a mille franchi al mese a lavoratore, più 500 franchi per ogni familiare a carico - e di una consulenza sociale individualizzata. L'aiuto potrà essere chiesto al massimo per tre mesi. Chi vorrà beneficiarne dovrà dimostrare di aver subito una riduzione del reddito.

Insomma: un intervento mirato per 6'000 - 7'500 persone da aiutare in tutto il cantone. L'impatto stimato del decreto sarà di 8 milioni di franchi, 6 a carico del cantone e 2 dei comuni. Saranno proprio questi ultimi a fare da antenna sul territorio.

Il Governo intende così evitare che aumenti sia il numero di persone con morosità sia il ricorso alle prestazioni sociali ordinarie o ad altre prestazioni sociali, tramite un’azione tempestiva. Il messaggio dovrà ora essere approvato dal Gran Consiglio. L'entrata in vigore è quindi prevista per la fine dell'anno o per l'inizio del 2021.

Tornare alla home page