Dubbi sulla dottoressa del traffico, Ticino aiutato dalla Romandia

SwissTxt/ pab

5.8.2019 - 08:05

«Dal primo settembre in Ticino sarà attivo un nuovo medico del traffico», lo ha confermato Norman Gobbi dopo la sentenza del Tribunale amministrativo cantonale (TRAM). 

Il tribunale si è espresso in merito al ricorso di un automobilista presentato dall'avvocato Tuto Rossi, e riportato lunedì dal Corriere del Ticino e da LaRegione.

Il TRAM sostiene che il referto «non risulta poggiare su un impianto sufficientemente solido e attendibile», pertanto è necessario sottoporlo a un'ulteriore nuova perizia.

Malgrado il verdetto metta nuovamente in dubbio l'operato della dottoressa Mariangela De Cesare, finora unica in grado di svolgere questo compito in Ticino, il Dipartimento delle istituzioni non ha la facoltà di sollevarla dal suo incarico. 

La sentenza, ha detto Gobbi, sarà quindi sottoposta alla Società svizzera di medicina legale proprio per giudicare l'operato della dottoressa De Cesare, finora unico medico del traffico in Ticino.

Un aiuto da Losanna

Il nuovo medico del traffico sarà messo a disposizione del Centro universitario romando di medicina legale (CURML), che ha sede a Losanna. Il secondo specialista si esprimerà anche in italiano.

Questa misura, sottolinea l'articolo de La Regione, è stato possibile grazie ai contatti, e ai buoni rapporti, avviati con il CURML in vista della realizzazione di un nuovo istituto, che ospiterà pure il servizio di medicina del traffico.

«Stiamo predisponendo, nel Bellinzonese, i locali dove lavorerà lo specialista messoci a disposizione dal CURML», dice al giornale bellinzonese Norman Gobbi.

Dal prossimo mese, prosegue il direttore del Dipartimento istituzioni, «i conducenti obbligati dalla Sezione della circolazione a sottoporsi a una perizia sulla loro idoneità alla guida potranno così farsi esaminare da questo medico del traffico anziché dalla dottoressa De Cesare. Ricordo che di principio c’è la possibilità di scegliere i medici del traffico. Anche di altri cantoni. Una possibilità cui però i ticinesi solitamente rinunciano per motivi linguistici».

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