Un ticinese su tre ha bisogno di aiuto per pagare la cassa malati

SwissTXT / pab

29.9.2021

Una spesa difficile da sostenere per molte famiglie
Una spesa difficile da sostenere per molte famiglie
archivio Ti-Press

La lievissima diminuzione dei premi di cassa malati annunciata martedì per il 2022 - la riduzione sarà dello 0,2% a livello nazionale e dello 0,1% in Ticino - non cambia in modo sostanziale la situazione di migliaia di famiglie che faticano a pagare i premi.

SwissTXT / pab

29.9.2021

Nel 2020 il 30,4% dei residenti nel Cantone era beneficiario di un aiuto finanziario. «Si tratta di circa 100'000 persone, bambini compresi», spiega ai microfoni della RSI Sergio Montorfani, direttore dell'istituto delle assicurazioni sociali, che fa una doppia lettura di questo dato: «Da un lato dimostra il bisogno che c'è, anche a causa di premi più elevati della media Svizzera, ma pure che il Ticino è da sempre fra i cantoni più generosi».

A questa quota si aggiungevano 9'000 morosi in ritardo con i pagamenti.

I beneficiari di sussidi erano 110'000 nel 2015, un numero sceso fino al 2019, quando è ripartito al rialzo. Con l'effetto della riforma sociale in vigore da inizio anno «sappiamo già che con i ritocchi sia della percentuale di sussidio che dei criteri di accesso, ci sarà aumento sia dei beneficiari che dei soldi erogati», dice ancora Montorfani.

«La cassa malati è una delle spese più importanti»

Il peso dei premi sul bilancio famigliare è evidente anche per Simona Bernasconi di SOS debiti, associazione che riceve in media 2-3 telefonate di nuovi utenti al giorno. «La cassa malati è una delle spese più importanti e uno dei debiti praticamente sempre presenti, a dipendenza del numero dei figli», spiega sempre alla RSI.

«Se sono due o tre, il costo può arrivare a superare quello dell'affitto». Le fasce più colpite sono quelle del ceto medio escluse «seppur per poco» dal sussidio.

L'intervento cantonale, che ha allargato la fascia dei beneficiari, non ha mutato la situazione: «Non è stato forse abbastanza». Con la riduzione comunicata martedì «per lo meno non si andrà a peggiorare». Ma nemmeno a migliorare: «Sarà la stessa cosa di quest'anno».