Ticino

Una seconda vita per le batterie delle auto

SwissTXT / red

9.4.2022

Un laboratorio del progetto CircuBAT
Un laboratorio del progetto CircuBAT
CircuBAT

Un gruppo di specialisti e di imprese ha lanciato un progetto per riciclare le batterie delle automobili elettriche, dando loro una seconda vita, in un mercato che è e sarà in forte crescita. Sette istituti specializzati e 24 imprese unite nel progetto denominato CircuBAT.

SwissTXT / red

9.4.2022

Si tratta di migliorare la sostenibilità, e per raggiungere l'obbiettivo si seguono due piste: un nuovo utilizzo delle batterie e il recupero di ogni singolo componente.

«In una macchina elettrica la quantità di CO2 che viene emessa per produrre la macchina è dominata soprattutto dalla costruzione della batteria», ha spiegato ai microfoni della RSI il professor Mario Paolone del Politecnico di Losanna.

«Noi ci occupiamo di come prendere delle batterie che sono state utilizzate nelle macchine elettriche, e che sono ancora utilizzabili, buone, caratterizzarle dal punto di vista del loro comportamento e poi riutilizzarle come pacco batterie di una certa dimensione all'interno di una rete elettrica per altre applicazioni».

Ma perché cambiarle di settore e passare da quello dell'auto a quello della rete elettrica? «Perché i tipi di cicli a cui sono sottoposte le batterie nelle reti elettriche sono molto più ‹dolci› rispetto alle applicazioni in un veicolo elettrico, in cui si accelera e si frena con delle rampe di potenza e valori molto elevati».

Per prevedere la durata residua delle batterie

Il lavoro del professor Mario Paolone e della sua squadra dovrebbe permettere di prevedere la durata residua delle batterie e quindi di certificarla. Grazie ad algoritmi di controllo che tengono conto dell'invecchiamento.

Si potrà anche capire dove impiegare le batterie con maggior successo, ad esempio nella gestione delle reti elettriche per le società operatrici, ma anche nell'autoconsumo per chi dispone di un impianto fotovoltaico.

«In un'installazione mista residenziale, con fotovoltaico e consumo locale, la batteria viene utilizzata per essere caricata durante il giorno e scaricata durante la notte. Un tipico ciclo di autoconsumo su 24 ore. Sono dei cicli molto dolci, con dei profili di potenza relativamente ‹smooth› e quindi più compatibili con una batteria che è già invecchiata, che ha già un peggior rendimento e che ha già perso le sue caratteristiche originali».

Le prospettive sono molto buone secondo il professore del Politecnico di Losanna e questo spiega l'interesse delle imprese incluse nel progetto, tipo ‹Sun2wheel›, che è un'impresa che si occupa di collezionare pacchi di batterie per veicoli elettrici che sono arrivati a fine vita della loro prima utilizzazione, e questo tipo di imprese avranno un volume nei prossimi anni sempre più grande di batterie.

Dalle prime vetture elettriche messe sul mercato negli Stati Uniti nel 2013, lo sviluppo è stato grande. Con l'aumento delle vendite anche in Svizzera, prolungare la vita delle loro batterie o riciclare le loro componenti sarà un importante passo ecologico ed economico.