Dal 24 dicembre

Zone di tranquillità, l'esordio ticinese

Swisstxt / pab

23.12.2021

Immagine d'illustrazione
Immagine d'illustrazione
© Ti-Press / Ti-Press

Anche il Canton Ticino ha per la prima volta le sue zone di tranquillità. Il reticolo di aree protette per la fauna selvatica esordisce un po' in sordina, con i primi periodi di protezione che scattano domani, venerdì 24 dicembre.

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23.12.2021

La segnaletica sul terreno non è stata ancora posata, in quanto la messa in campo è stata rallentata dalla revisione dei percorsi sciescursionistici di Swisstopo. I frequentatori della montagna non devono quindi temere sanzioni per il momento, ma possono fin da ora prestare attenzione e familiarizzarsi con le nuove regole di comportamento, riferisce la RSI.

Un esempio: Zona 37 Alpe di Ravina- Garzonera, nel comune di Airolo e Quinto. Specie da tutelare: ungulati e tetraonidi, quindi si parla di cervi, caprioli, di pernici bianche, fagiani di monte. Periodo di protezione dal 24 dicembre al 31 marzo.

Quella soprastante è una zona di tranquillità vincolante, questo significa che per raggiungere la capanna Garzonera dovrò obbligatoriamente rimanere sui sentieri/ itinerari autorizzati. Una novità per il Canton Ticino.

L’UCP: «Non è uno strumento repressivo»

Sulla questione la RSI ha sentito Andrea Stampanoni, collaboratore tecnico dell'Ufficio caccia e pesca, che ha sottolineato come le nuove zone non siano uno strumento di repressione. «È uno strumento in primo luogo per informare chi va in montagna, per dire che siamo noi gli ospiti nella natura. Insomma divertiamoci, ma bisogna tener conto che alcune specie hanno delle esigenze».

Il boom degli sport legati alla montagna ha infatti un risvolto negativo: il disturbo arrecato agli animali. Un disturbo che ha portato il Ticino, ultimo tra i cantoni alpini, ad adottare il decreto delle zone di tranquillità per proteggere sufficientemente mammiferi e uccelli selvatici, riporta la RSI.

Nelle zone di tranquillità bisogna quindi muoversi rimanendo nei corridoi segnalati. Un cervo messo in fuga dall'arrivo improvviso di uno sciatore consuma molta energia e questo in un periodo dell'anno in cui la disponibilità di cibo è ridotta.

«Se un camoscio corre nella neve alta ce la fa, non è che muore. Il problema è la ripetizione di questa fuga per magari 5 giorni a settimana 8 volte al giorno…la ripercussione è sull'individuo a corto-medio termine, rispettivamente sulla popolazione a medio-lungo termine, un concetto che si fa fatica a far capire e a spiegare» conclude alla RSI Stampanoni.

La segnaletica, che sarà simile a quella che si trova nelle due bandite di caccia della Greina e del Tencia. Sul sito «Zone di tranquillità» sono indicati i siti dove la fauna selvatica è protetta dal disturbo arrecato dalle attività del tempo libero.