Trovato un errore?
Segnalalo ora
A bordo, i ricercatori hanno contato un carico spettacolare: quasi 200 brocche di terracotta policroma decorate con motivi floreali, geometrici e religiosi, tra cui il monogramma cristiano «IHS».
www.premar-mediterranee.gouv.fr
È una scoperta tanto rara quanto spettacolare: lo scorso marzo durante una missione militare di esplorazione dei fondali al largo di Ramatuelle (Sud della Francia), a 2'567 metri di profondità è stato trovato il relitto di una nave mercantile del XVI secolo. Si è trattato di un ritrovamento storico.
Battezzata «Camarat 4», in riferimento al vicino promontorio che porto lo stesso nome, questa imbarcazione lunga 30 metri e larga 7 metri costituisce ormai il relitto più profondo mai ritrovato nelle acque sotto giurisdizione francese.
La scoperta, riportata dalla Marina francese, è stata fatta nell'ambito di un'operazione condotta da CEPHISMER, un'unità specializzata della Marina.
Destinata a mappare e mettere in sicurezza le profondità marine, la missione ha portato, per caso, alla scoperta di un eccezionale tesoro archeologico.
Il team si è subito rivolto al DRASSM (Département des recherches archéologiques subaquatiques et sous-marines), parte del Ministero della Cultura francese, per valutare il potenziale scientifico del sito.
Grazie alle condizioni estreme - assenza di luce, temperature vicine a 0°C e correnti deboli - il relitto si è conservato in condizioni notevoli, sfuggendo alla corrosione e al saccheggio.
A bordo i ricercatori hanno trovato un carico spettacolare: quasi 200 brocche di terracotta policroma, decorate con motivi floreali, geometrici e religiosi, tra cui il monogramma cristiano «IHS».
Alcuni di questi oggetti, tipici della produzione rinascimentale ligure, giacciono ancora intrappolati sotto i sedimenti. A questi si aggiungono piatti, barre di ferro, cannoni, un'ancora e persino due calderoni: una vera e propria istantanea del commercio mediterraneo del XVI secolo.
Per documentare e studiare il sito, le squadre stanno utilizzando strumenti all'avanguardia: fotogrammetria 3D, telecamere 4K e bracci robotici azionati a distanza.
Si sta preparando una missione di campionamento mirata per analizzare i manufatti in laboratorio. Un team multidisciplinare di esperti, formato da archeologi, ceramologi, restauratori e specialisti di architettura navale, sarà mobilitato per sfruttare al meglio questa opportunità scientifica.
Presentata nel giugno 2025 alla conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani a Nizza, la scoperta di «Camarat 4» illustra non solo l'importanza della cooperazione tra le forze armate e le istituzioni scientifiche, ma anche la necessità di una migliore comprensione e protezione dei fondali marini.
In attesa delle prime analisi, il sito promette di essere un campo di ricerca eccezionale sull'economia, le tecnologie e il commercio del Rinascimento.
Il redattore ha scritto questo articolo con l'aiuto dell'IA.