Tragedia di Crans-Montana«10'000 franchi per le vittime di sono una miseria», ecco da chi arriva la critica
SDA
18.1.2026 - 17:00
La grande empatia, unita alla professionalità, mostrata da Beatrice Tschanz nei giorni che seguirono il crash di Halifax è ancora ricordata come esempio di comunicazione nell'affrontare tragedie nazionali.
Keystone
«Con rispetto parlando, 10'000 franchi sono una miseria».
Beatrice Tschanz, ex responsabile della comunicazione di Swissair, che ebbe un ruolo di primo piano nell'affrontare le conseguenze della tragedia area di Halifax nel 1998 non usa mezzi termini per giudicare l'aiuto immediato offerto dal canton Vallese alle famiglie delle vittime dell'incendio di Crans-Montana (VS).
A due settimane dalla tragedia la sua critica pungente, attraverso dichiarazioni alla SonntagsZeitung (SZ), riassume il sentire di molti e accende la rabbia crescente dei familiari, che vedono nel contributo cantonale un'offesa più che un sostegno.
Il disastro di Halifax: 200'000 franchi per vittima
Tschanz porta un paragone diretto e drammatico: dopo l'incidente del volo Swissair a Halifax – 229 morti – la compagnia aerea versò 200'000 franchi per ogni vittima come aiuto immediato.
«Diecimila franchi – sottolinea – sono ridicoli a confronto». Un ammontare che stride anche con le ambizioni della località turistica: per i Mondiali di sci del 2027 Crans-Montana ha infatti ottenuto un credito d'impegno di circa 42 milioni.
L'offerta del Vallese, che prevede 10'000 franchi a famiglia per le spese più urgenti (per un costo totale di 1,5 milioni), è stata presentata la scorsa settimana per cercare di arginare le polemiche. Ma ha sortito l'effetto contrario, trasformando il dolore in indignazione.
La posizione di Tschanz trova ampio riscontro. L'avvocato delle vittime Sébastien Fanti parla della necessità di «salvare l'onore della Svizzera».
Anche a Berna si risponde all'onda d'urto della critica. Un portavoce raggiunto dal domenicale fa sapere che il presidente della Confederazione Guy Parmelin è in contatto con le autorità vallesane e che il Consiglio federale è pronto a richiedere fondi supplementari al parlamento, se necessario.
Una presa di posizione che, al momento, non ha ancora trovato un parallelo concreto nelle dichiarazioni ufficiali del Vallese o del comune di Crans-Montana, sottolinea la SonntagsZeitung.