Svizzera, NATO e Groenlandia A Davos Trump tra le provocazioni: «Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio»

SDA

21.1.2026 - 16:34

Trump a Davos: «Quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio»

Trump a Davos: «Quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio»

21.01.2026

Dalle lodi alla politica economica interna, alle critiche alla NATO per gli scarsi investimenti effettuati, Donald Trump nel suo discorso al Forum economico mondiale di Davos, sta toccando numerosi punti. Il più atteso era la questione groenlandese: «Vogliamo negoziati immediati, non userò la forza».

Keystone-SDA

In un palazzo dei congressi gremito (tanto che i giornalisti sono stati confinati in una sala separata) e con la polizia a tenere i manifestanti a bada, Trump ha iniziato il suo discorso dalle questioni interne, non lesinando le critiche all'amministrazione Biden.

«In un anno abbiamo praticamente eliminato l'inflazione e l'economia USA è in pieno boom ed è il motore dell'economia mondiale», ha esordito Trump. Ha quindi considerato che l'Europa «non sta andando nella direzione giusta e sta diventando irriconoscibile a causa dell'immigrazione incontrollata».

A proposito delle questioni internazionali nelle quali gli Stati Uniti sono attualmente coinvolti, Trump ha sostenuto che «il Venezuela guadagnerà più soldi nei prossimi sei mesi che negli ultimi vent'anni e tornerà a essere una grande nazione. Tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi».

Il caso Groenlandia, le precisazioni del tycoon

Riguardo alla Groenlandia il tycoon ha dichiarato «grande rispetto per danesi e groenlandesi. Ma dopo la seconda guerra mondiale abbiamo commesso un errore a restituire loro il territorio.»

«Alla Nato abbiamo dato tanto, ma abbiamo ricevuto pochissimo indietro. Ma un'acquisizione – come abbiamo già fatto in passato così come gli europei – non sarebbe una minaccia. Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio in cambio della protezione mondiale».

Il tycoon ha comunque detto che non userà la forza per appropriarsene.

Tra i vari conflitti menzionati, Trump si è soffermato anche sull'Ucraina, osservando che «sta agli europei proteggerla dalla Russia, non a noi che siamo separati dall'oceano. Sia Putin sia Zelensky vogliono un accordo, questa guerra deve finire perché troppa gente sta morendo».

Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che incontrerà lo stesso Zelensky ancora oggi a Davos.

I dazi alla Svizzera: «Avrei potuto arrivare al 70%»

Nei Grigioni, il presidente statunitense si è soffermato anche sui rapporti con la Svizzera, ricordando le tensioni commerciali tra i due Paesi: «La Svizzera produce splendidi orologi, ma ha un enorme deficit nei nostri confronti. Per questo ho applicato dei dazi del 30%».

Ha poi raccontato un colloquio con l'allora presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter: «Mi ha chiamato dicendo: "Siamo un piccolo Paese, non può farci questo". È stata una conversazione aggressiva e così ho portato i dazi al 39%.»

«Avrei anche potuto salire al 70%, ma non volevo portare la Svizzera in una crisi economica».