Svizzera-Ue

Accordo quadro: sindacati favorevoli a decisione Consiglio federale

SDA

26.5.2021

Adrian Wuethrich, presidente di Travail.Suisse,
Adrian Wuethrich, presidente di Travail.Suisse,
KEYSTONE

L'Unione sindacale svizzera (USS) ha accolto oggi favorevolmente la decisione del Consiglio federale di non firmare la bozza di accordo istituzionale con l'UE. È il solo modo ragionevole di uscire dall'impasse della politica europea, le ha fatto eco Travail.Suisse.

SDA

26.5.2021

La decisione dell'esecutivo garantisce una protezione salariale indipendente, scrive l'USS. L'organizzazione sindacale difende relazioni stabili tra la Svizzera e l'Unione europea, ma non a scapito dei lavoratori elvetici.

Lo svolgimento dei negoziati ha mostrato come la protezione dei salari sarebbe stata indebolita in modo considerevole con l'accordo quadro e come i servizi pubblici sarebbero stati messi in pericolo, il che non è accettabile per i sindacati.

«Secondo Travail.Suisse, una riduzione della protezione dei salari e delle condizioni di lavoro è inaccettabile», ha dichiarato Gabriel Fischer, responsabile della politica economica di Travail.Suisse citato in una nota. Il fatto che il Consiglio federale si ritiri ora dai negoziati consente di evitare un caos ancor maggiore nel caso in cui il popolo avesse respinto questo accordo quadro in un referendum. La rottura odierna era la sola via praticabile per impedire un "no" alle urne.

Fallimento

Occorre ora migliorare la protezione dei lavoratori in Svizzera e nell'UE. L'USS continuerà ad impegnarsi con i suoi omologhi in questo senso.

Entrambe le organizzazioni sindacali invitano ad evitare il confronto e ad adoperarsi per una distensione tra le due parti. «Dal punto di vista dei salariati, l'accordo quadro istituzionale è stato un fallimento, ma relazioni stabili con l'UE sono tuttavia estremamente importanti», ha aggiunto Gabriel Fischer. Gli accordi bilaterali sono essenziali per i lavoratori e devono essere rispettati, ha rilevato l'USS.

Stando ai sindacati la Svizzera dovrebbe così stanziare il miliardo di coesione il più rapidamente possibile. Dal canto suo, l'UE dovrebbe impegnarsi attraverso gli accordi bilaterali a un riconoscimento reciproco delle norme applicabili ai prodotti.