Aumento dei treni soppressi: le FFS dovrebbero rimborsare i clienti

gusi

15.8.2019

In futuro, le FFS dovranno rimborsare un quarto del prezzo del biglietto in caso di ritardo.
Keystone

Con la moltiplicazione dei ritardi e la soppressione dei treni, i passeggeri delle FFS vedono rosso. Per il Consiglio federale, d'ora in avanti l'azienda dovrà far fronte alle conseguenze.

Una nuova modalità di indennizzo dovrebbe presto lenire la frustrazione di chi viaggia in treno. Come ha riportato SRF News, infatti, in caso di ritardo in futuro i passeggeri dovrebbero vedersi rimborsare almeno un quarto del prezzo del biglietto. Questa è l'idea del Consiglio federale.

Essa si basa su un calcolo effettuato per la prima volta dall'organizzazione di TP ch-direct, secondo cui le spese supplementari causate dall'azienda di trasporto ammontano a diversi milioni di franchi ogni anno.

All'inizio, il Consiglio federale contava di spendere al massimo mezzo milione di franchi. In un primo tempo, non era previsto alcun indennizzo per i titolari di un abbonamento generale.  

Una burocrazia inutile?

Sicuramente questa nuova regola di indennizzo causerà una spesa supplementare per l'azienda di trasporti. Le FFS d'altronde lo fanno già notare: «Il carico aumenterà tanto per il cliente che per le FFS, se paragonato alla soluzione di conciliazione attuale dei "Rail Check Sorry".» Infatti, al momento l'azienda distribuisce dei buoni spesa direttamente nei treni, in caso di ritardo.

Con questo nuovo regolamento, invece, i passeggeri dovranno dapprima fare una richiesta di indennizzo. Il processo e il metodo di presentazione di queste domande sono attualmente in corso di chiarificazione.

Il principale obiettivo di quest'iniziativa è che alla resa dei conti non siano i passeggeri a dover fare le spese di questi ritardi, spiega l'Ufficio federale dei trasporti come autorità di sorveglianza competente. Appartiene ormai all'azienda il compito di formulare questa direttiva nella maniera più semplice possibile, per evitare formalità superflue.

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