L'UDC avanza, primo partito svizzero davanti al PS

mp, ats

15.10.2021 - 18:28

Stando al barometro elettorale della SSR, il partito di Marco Chiesa ha confortato la sua posizione di primo partito elvetico
Keystone

L'UDC rimane comodamente il primo partito svizzero davanti al PS, stando al barometro elettorale della SSR di metà legislatura. Dietro le posizioni si avvicinano: PLR, Alleanza del Centro e Verdi si trovano praticamente ad ex aequo al terzo posto.

mp, ats

15.10.2021 - 18:28

Rispetto alle elezioni federali dell'autunno 2019, l'Unione democratica di centro (UDC) guadagna un punto percentuale, issandosi al 26,6%. Il Partito socialista (PS) conserva il suo secondo posto con il 15,8% (-1 punto) delle intenzioni di voto. Nonostante la pandemia di Covid-19, in Svizzera si osserva una situazione molto stabile, rileva oggi, venerdì, l'istituto Sotomo a cui è stato affidato il sondaggio dalla Società svizzera di radiotelevisione (SSR).

Il Partito liberale-radicale (PLR) subisce il calo più marcato (-1,5 punti), attestandosi al 13,6%. L'Alleanza del Centro, che è nata nel frattempo dalla fusione tra il Partito popolare democratico (PPD) e Partito borghese democratico (PBD), perde invece soltanto mezzo punto percentuale, situandosi al 13,3% delle preferenze, mentre i Verdi si mantengono al 13,2%. Dal canto loro, i Verdi liberali realizzano la maggiore progressione (+2%), collocandosi al 9,8%.

Se anziché richiamarsi alle ultime elezioni federali, si facesse riferimento al barometro elettorale dello scorso anno, l'UDC guadagna addirittura 2,5 punti percentuali, ponendo fine a una tendenza negativa iniziata nel 2019. Gli autori dello studio rilevano che, sebbene si trovino quasi sulle medesime percentuali, PLR, Alleanza del Centro, Verdi contano rispettivamente due, uno e nessun rappresentante in Consiglio federale.

Clima guadagna importanza

Per quel che concerne gli argomenti prioritari da affrontare, il cambiamento climatico resta motivo di preoccupazione per quasi la metà (44%) dei circa 28'000 partecipanti al sondaggio. Segue la lotta contro le pandemie (32%). Tuttavia le misure sanitarie adottate dal Consiglio federale hanno suscitato critiche per quanto attiene alla restrizione delle libertà individuali a tal punto che per il 17% degli interrogati la protezione delle libertà individuali rappresenta ora una sfida importante, secondo il barometro Sotomo.

Tale preoccupazione ha guadagnato terreno avvicinandosi a quella per la sicurezza sociale (18%). Per l'UDC in particolare, la questione delle libertà è una gradita aggiunta ai suoi temi centrali tradizionali quali l'immigrazione e le relazioni con l'Unione europea, che si stanno affievolendo in questi ultimi anni.

Disinteresse per i premi malattia

Sono soprattutto i due temi «competitività, economia e disoccupazione» e «pressione sui salari» ad essere molto meno spesso citati rispetto al 2020. Un anno fa, la paura di ritrovarsi senza un lavoro e del diffondersi di una crisi economica, quali conseguenze della pandemia, era grande. Oggi, le preoccupazioni concernenti l'economia e il mercato del lavoro sembrano essere diminuite.

Ciò ha ripercussioni soprattutto per il PLR e il PS, partiti per i quali il mondo economico e sociale sono temi centrali. Non è quindi sorprendente, secondo Sotomo, che queste due formazioni abbiano perso punti percentuali dall'ultimo barometro elettorale.

Rispetto alle elezioni del 2019, sono soprattutto i premi dell'assicurazione malattie ad aver perduto importanza. Due anni fa, il 43% delle persone interrogate li collocava ancora tra le cinque principali sfide da affrontare. Oggi soltanto il 14% li ritiene un tema rilevante.

Poche differenze regionali

Gli argomenti prioritari non differiscono fondamentalmente da una regione linguistica all'altra. La lotta contro l'epidemia di coronavirus è però meno centrale agli occhi delle elettrici e degli elettori romandi (19%), mentre assume maggiore rilevanza nella Svizzera tedesca (34%).

La Svizzera italiana si distingue invece in particolare per il tema dell'indipendenza e della sovranità, con 10 punti percentuali in più rispetto alle altre regioni del Paese (28% contro 18%).

Berset e Parmelin

Il Covid-19 influisce anche sulla percezione degli interrogati riguardo all'influenza dei vari consiglieri federali. Già considerato particolarmente autorevole prima dell'inizio della pandemia (46%), il ministro della sanità Alain Berset ha fatto ancora un balzo in avanti; tre quarti degli interrogati considerano il socialista tra le persone in carica più influenti.

Oltre a Berset, soltanto il presidente della Confederazione Guy Parmelin (UDC) ha guadagnato prestigio dal 2019, passando dal 4% al 21%. Per contro Karin Keller-Sutter (PLR) è in netto calo, dal 50% al 30%. Viola Amherd (Alleanza del Centro) e Ignazio Cassis (PLR) sono ritenuti i ministri meno influenti.

Il sondaggio, condotto online tra il 29 settembre e il 3 ottobre, ha coinvolto quasi 28'000 elettori. Il margine di errore è di +/- 1,3 punti percentuali.

mp, ats