Berset chiede alla popolazione una reazione forte, in vista delle nuove misure

ATS / sam

26.10.2020

Accompagnato dalla consigliera di Stato Rebecca Ruiz, Alain Berset si è recato lunedì a Losanna, dove ha visitato anche il CHUV.
Keystone

Alain Berset ha chiesto oggi, lunedì, una mobilizzazione generale di fronte al coronavirus. In visita a Losanna, al CHUV e al centro di rintracciamento vodese, ha sottolineato «la necessità di una reazione forte», in attesa che il Consiglio federale mercoledì annunci nuove misure.

Il ministro della salute non ha rivelato il contenuto di queste imminenti direttive, indicando però che saranno «complementari» rispetto a quelle già adottate nei giorni scorsi nei Cantoni.

Ha inoltre colto l'occasione per difendere il sistema federalista che consente di «tenere conto delle situazioni concrete». Il consigliere federale ha però riconosciuto l'urgenza di varare «delle misure di base valide per tutto il Paese» in vista di una situazione considerata «critica».

«La situazione è grave e peggiora ogni giorno»

Ha infatti ricordato che in meno di un mese la Svizzera è passata da uno Stato relativamente risparmiato a «uno dei posti meno invidiabili del continente europeo» in termini di infezioni da Covid-19.

«La situazione è grave e peggiora ogni giorno. Abbiamo bisogno di una reazione forte», ha detto in una conferenza stampa. Le misure che saranno annunciate mercoledì saranno diverse da quelle prese per combattere la prima ondata.

«Dobbiamo riuscire a fare meglio rispetto a marzo, quando abbiamo dovuto chiudere intere aree di attività», ha affermato Berset, il quale ha aggiunto che le nuove linee guida dovrebbero prevenire«improvvisi arresti dell'economia» come accaduto la scorsa primavera.

«Dobbiamo limitare i contatti. Non ci sono alternative»

Il friborghese ha poi ricordato che i casi di contagio sono in aumento soprattutto nel settore privato. «È il momento di tirare fuori i gel igienizzanti, di fare attenzione alle distanze, di rinunciare a feste private, di indossare una mascherina quando serve», ha martellato, invitando la popolazione a riprendersi immediatamente.

Il consigliere federale ha inoltre invitato le aziende a sfruttare al massimo il telelavoro, «un elemento molto importante» nella lotta alla diffusione del virus. «È limitando il numero di contatti che potremo resistere. Non ci sono alternative», ha ammonito.

Accompagnato in particolare dalla consigliera di Stato vodese Rebecca Ruiz, Berset ha visitato, come detto, a Losanna il centro di localizzazione del canton Vaud. Ha elogiato il lavoro di squadre «sotto grande pressione» e la cui attività rimane «essenziale».

Anche in visita al CHUV, il consigliere federale si è detto «colpito» dal sistema messo in atto per combattere il Covid-19 e dall'impegno del personale, per il quale ha detto di avere «molta comprensione».

Difficoltà nel reclutamento

Da parte sua, Rebecca Ruiz ha ricordato che il CHUV ha ridotto da lunedì del 30% la sua attività elettiva non urgente per assorbire i casi Covid. Nonostante ciò, la consigliera di Stato ha ammesso che il polo ospedaliero universitario, come gli altri ospedali del cantone, ha attualmente «grandi difficoltà» nel reclutamento del personale.

Ha quindi fatto notare che gli studenti alla fine della loro formazione potrebbero essere chiamati come rinforzo, come nel caso della prima ondata.

Va anche sottolineato che il CHUV è ora al lavoro per garantire il coordinamento tra gli ospedali di lingua francese. «In questo modo è possibile avere, due volte al giorno, una visione globale della situazione nella regione romanda e possibilmente pianificare i trasferimenti dei pazienti», ha spiegato infine Ruiz.

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