Vaccino Covid

Booster dopo 4 mesi, «operazione affrettata»

pv, ats

19.12.2021 - 11:45

Il booster protegge meglio da Omicron, ma l'annuncio di Berset che i tempi di attesa saranno accorciati a 4 mesi ha colto di sorpresa i cantoni.
Il booster protegge meglio da Omicron, ma l'annuncio di Berset che i tempi di attesa saranno accorciati a 4 mesi ha colto di sorpresa i cantoni.
Keystone

Venerdì il ministro della sanità ha comunicato l'anticipo della somministrazione del booster, annuncio che ha colto di sorpresa i cantoni, incaricati di organizzare la campagna vaccinale.

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19.12.2021 - 11:45

Secondo l'edizione odierna della «SonntagsZeitung», soprattutto Zurigo e Berna sarebbero decisamente arrabbiati. La decisione ha infatti come conseguenza il fatto che di colpo diversi milioni di persone dovranno avere l'opportunità di fare il richiamo – 600.000 solo nel cantone di Zurigo.

«Operazione affrettata» per Zurigo

È «un'operazione affrettata», dice Peter Indra, capo dell'ufficio della sanità del canton Zurigo, citato dal domenicale. Riducendo il periodo di attesa per la dose di richiamo da sei a quattro mesi , il consigliere federale ha suscitato «enormi aspettative e pretese» tra la popolazione: «centinaia di migliaia di persone a Zurigo ora pensano che avranno diritto a un richiamo entro Natale», il che non è possibile.

Il fatto che il governo abbia scavalcato la Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), che non aveva ancora annunciato una riduzione del tempo di attesa, crea una situazione giuridica poco chiara: si tratta di un cosiddetto impiego «off-label» del vaccino perchè manca l'autorizzazione di Swissmedic. Ciò rende ad esempio impossibile per le farmacie offrire ai loro clienti il booster.

«Come pensano che tutto debba funzionare» da Berna

Sulla stessa linea le obiezioni dell'omologo bernese Pierre Alain Schnegg, che – sempre dalle colonne della «SonntagsZeitung» – critica principalmente il Consiglio federale per aver fatto l'annuncio sui nuovi piani di richiamo senza prima aver informato le competenti autorità cantonali: «vorrei sapere come pensano che tutto debba funzionare».

Il fatto che la CFV non abbia dato ancora il via libera alla terza dose dopo quattro mesi è molto problematico: il booster non può essere inoculato a «centinaia di migliaia di persone senza che ciò sia ufficiale». I medici non possono assumersi questa responsabilità, afferma Schnegg.

Schnegg ritiene che tutti quelli che nel canton Berna lo desiderano potranno ottenere la terza dose entro la fine di febbraio: probabilmente si ricorrerà all'esercito per svolgere questo compito.

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